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Pagani Zonda Roadster Clubsport (2006): pregi e difetti della supercar modenese

È una delle auto più estreme (e costose) della storia: trovarla usata è impossibile.

di Marco Coletto -

Le supercar italiane non si chiamano solo Ferrari, Lamborghini e Maserati. Esiste anche la Pagani, una Casa che realizza vetture ancora più estreme di quelle precedentemente citate. Come la Zonda Roadster Clubsport del 2006: una spider tanto brutale quanto difficile da trovare di seconda mano. Scopriamo i pregi e i difetti.

ABITABILITÀ – Nessun’altra supercar riesce ad offrire così tanto spazio a due passeggeri. Sorprendente.

FINITURA – Dieci e lode è un voto troppo basso. La Zonda è un’auto costruita con un’attenzione maniacale per i dettagli. Tutto è realizzato con cura: dai materiali agli assemblaggi.

DOTAZIONE DI SERIE – Cerchi in lega, climatizzatore, fendinebbia, interni in pelle, navigatore satellitare, sedili regolabili elettricamente e vernice metallizzata. Praticamente un’ammiraglia.

CAPACITÀ BAGAGLIAIO – Non esiste alcun vano dove riporre le borse. Bisogna accontentarsi dell’abitacolo.

POSTO GUIDA – Semplicemente spettacolare: il cruscotto è realizzato in una fusione di alluminio ed è collegato direttamente alla colonna dello sterzo, i sedili sono in fibra di carbonio e la pedaliera è regolabile.

CLIMATIZZAZIONE – Garantita da un impianto efficace e da bocchette “oversize”.

SOSPENSIONI – Ampiamente regolabili, possono trasformarsi nell’arco di pochi chilometri. Nei viaggi autostradali gli ammortizzatori mostrano un insospettabile lato “soft”, nelle curve sanno essere rigidi al punto giusto.

RUMOROSITÀ – Una pura sinfonia che pervade l’abitacolo, specialmente quando si viaggia a tetto scoperto.

MOTORE – Il 7.3 V12 Euro 3 da 650 CV e 780 Nm di coppia di origine Mercedes AMG ha una doppia anima: cattiva sotto i 4.000 giri, esagerata sopra questa soglia.

CAMBIO – La trasmissione manuale a sei marce è affascinante soprattutto per la leva: un cilindro di metallo fuso estremamente leggero che ingloba il pulsante per accendere il motore. La frizione non è così pesante come si potrebbe immaginare.

STERZO – Un po’ troppo leggero (anche in manovra) ma anche estremamente preciso.

PRESTAZIONI – 350 km/h di velocità massima e 3,2 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h. Difficile pretendere di più.

DOTAZIONE DI SICUREZZA – Inesistente. L’unico accessorio presente è il controllo di trazione. Mancano persino gli airbag frontali.

VISIBILITÀ – Penalizzata dalle forme bombate della carrozzeria, dalla coda voluminosa e dalla posizione di seduta bassa.

FRENI – Ottimi come quelli offerti dalla maggior parte delle rivali.

TENUTA DI STRADA – L’assenza dell’ESP la rende un mezzo adatto solo a guidatori esperti. Nelle curve è agile come una piccola sportiva: fate attenzione a non esagerare con la velocità.

PREZZO – Da nuova costava 673.951 euro, più o meno la stessa cifra che ci vuole per convincere un possessore a cedervela.

TENUTA DEL VALORE – La Zonda è un investimento: un esemplare ben tenuto può essere venduto addirittura ad un prezzo superiore a quello di acquisto.

CONSUMO – 5,2 km/l. Neanche troppo elevato se si considera che stiamo parlando di un’auto con oltre 600 cavalli sotto il cofano.

Foto

Pagani Zonda Roadster (2006)

È una delle auto più estreme (e costose) della storia: trovarla usata è impossibile.