• pubblicato il 06-10-2014

Suzuki Jimny (2011): pregi e difetti della piccola 4x4 giapponese

Inarrestabile in fuoristrada, si trova facilmente a meno di 12.000 euro

La Suzuki Jimny non ha rivali: è impossibile, infatti, trovare in commercio una fuoristrada così piccola (non azzardatevi a chiamarla SUV, si offenderebbe) dotata di marce ridotte. Oggi analizzeremo un esemplare del 2011, facilissimo da trovare a meno di 12.000 euro: scopriamo i suoi pregi e difetti.

Pregi

Finitura

La plancia è realizzata con plastiche rigide ma molto robuste e ben assemblate.

Dotazione di serie

L’allestimento più ricco Special da noi analizzato offre cerchi in lega, fendinebbia e interni in pelle.

Climatizzazione

Impianto potente ed efficace.

Cambio

La trasmissione manuale a cinque marce con ridotte è semplicemente eccezionale e aiuta a superare senza difficoltà pendenze considerevoli.

Sterzo

Buono in fuoristrada, poco sensibile su asfalto.

Prestazioni

Nella norma: 140 km/h di velocità massima e 14,0 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Visibilità

Parcheggiare una Suzuki Jimny è semplicissimo: merito delle dimensioni esterne contenute (3,65 metri di lunghezza) e delle superfici vetrate ampie.

Tenuta di strada

Sulle superfici sconnesse ha un grip impressionante, su asfalto - quando è consigliabile usare la trazione posteriore - bisogna fare i conti con il baricentro alto.

Tenuta del valore

Le fuoristrada “vere” sono sempre apprezzatissime sul mercato dell’usato, specialmente quelle piccole ed economiche da gestire come la Suzuki Jimny.

Consumo

Interessante: 14,1 km/l dichiarati, sempre sopra i 10 nella guida normale.

Garanzie

La copertura globale termina quest’anno (a patto che non siano stati superati i 100.000 km) mentre la protezione sulla corrosione è valida fino al 2017.

Difetti

Abitabilità

Pochi centimetri a disposizione per i due passeggeri posteriori e scarsa accessibilità.

Capacità bagagliaio

113 litri che diventano 750 quando si abbattono i sedili posteriori: un valore sufficiente a malapena per le esigenze di un single.

Posto guida

Sedile scomodo e poco contenitivo e zona della pedaliera angusta: per fortuna la posizione di seduta è rialzata e consente quindi di dominare il traffico.

Sospensioni

Dure, durissime: ogni sconnessione si ripercuote sugli occupanti.

Rumorosità

Marcata, soprattutto agli alti regimi.

Motore

Per ottenere il brio dal 1.3 Euro 5 a benzina da 85 CV e 110 Nm di coppia bisogna tirare le marce: la spinta inizia a convincere solo oltre quota 4.000 giri.

Dotazione di sicurezza

ABS e airbag frontali. L’ESP non era (e non è ancora oggi) disponibile nemmeno a pagamento: servirebbe.

Freni

Potrebbero essere più potenti.

Prezzo

Da nuova costava 17.533 euro, oggi si trova facilmente a 11.900 euro (a dimostrazione dell’elevata tenuta del valore: una buona notizia per chi vende, un po’ meno per chi compra): come una Dacia Duster “base” appena uscita dal concessionario.

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