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Il diesel è morto, o anche se ancora vivo, lo stanno già seppellendo

Nel 2019 dovrei cambiare auto. Fino a qualche mese davo per scontato che avrei preso una macchina diesel. Ora non ne sono più così convinto.

di Francesco Zenere -
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Riviste, siti specializzati ed esperti del settore automotive danno quasi per certa la fine dei motori diesel, ipotizzando un mercato europeo che passerà dal 50% al 9% entro il 2030. Ma visti gli avvenimenti recenti sembrano quasi ipotesi eccessivamente ottimiste. FCA e Renault, tra gli altri, in più occasioni hanno infatti affermato che si stanno già preparando a dire addio al gasolio a causa delle future norme europee che entreranno in vigore dal 2018 e che renderebbero i motori diesel troppo costosi e difficili da produrre. Volvo si è spinta oltre sostenendo che oltre il 2021 non ci saranno più sviluppi sui loro motori diesel per gli stessi motivi.

Le città di Parigi, Madrid, Atene e Città del Messico hanno scavato ulteriormente la fossa al motore più amato dagli europei fissando il bando definitivo dei motori a gasolio: 2020 per la capitale francese e 2025 per le altre tre.

Il dieselgate – e ora anche i dubbi sui software FCA – ha chiuso definitivamente le porte, con tanto di saldatura e lancio della chiave, del (grande) mercato americano ai motori diesel.

Tutte queste notizie su quanto sia brutto e cattivo il motore diesel, si sono tradotte in un calo immediato delle vendite delle auto diesel in Europa che, per la prima volta, sono scese sotto il 50 percento.

E in Italia?

Il mercato delle nuove immatricolazioni di auto diesel in Italia è cresciuto del 2% nel 2016, arrivando a quota 57% e continua a salire. 
I motivi? Da un lato i motori diesel e la loro coppia a noi piacciono molto (VW ha faticato parecchio a convincere i propietari di vetture TDI a presentarsi in concessionaria perché molti temevano che l’aggiornamento del software avrebbe fatto perdere cavalli alle loro auto) e dall’altro il primato di benzina più cara d’Europa conquistata con molta fatica, guerre coloniali e terremoti non rende molto allettante quel tipo di carburante.

Il futuro è elettrico

Gli stessi esperti che hanno decretato la fine del diesel, affermano che il futuro prossimo sarà delle auto elettriche, delle ibride e di quelle a benzina. Quest’ultime dovrebbero assestarsi attorno al 25% del mercato. Quindi via il diesel e largo a elettrico e benzina.

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La benzina in Italia dunque scenderà finalmente di prezzo?

Avrebbe molto senso vista la direzione che ha preso il tutto, ma no.

Oggi il prezzo di un litro di benzina è di 1,525 euro. 0,522 euro è il costo reale della benzina, 0,728 sono accise (guerre in Africa, crisi di Suez, alluvioni, terremoti eccetera) e 0,275 euro sono IVA (sì, paghiamo una tassa sulle tasse. I primati non si raggiungono mica per caso).

Dal prossimo anno ci sarà un aumento dell’IVA che passerà dal 22% al 25%. Lo so che non ne avete mai sentito parlare di questa cosa. Il nostro governo ha scelto bene di far passare la cosa durante i ponti del 25 aprile e del 1 maggio per non rovinarci le vacanze e ci ha aggiunto un assai probabile aumento delle accise di altri 3 centesimi.

Il prezzo della benzina, salvo aumenti del greggio (e vuoi che non ci siano?), passerà da 1,525 euro a 1,60 euro.

Quindi che auto devo acquistare?

Ipotesi 1 Auto diesel. Nel 2019 acquisto un’auto diesel. Motore divertente e consumi contenuti. 5 anni dopo, però, non potrò più entrare in parecchie città e il suo valore di mercato sarà prossimo allo zero perché nel frattempo nessuno vorrà più un’orrenda auto diesel.

Ipotesi 2. Auto elettrica. Ideale per fare il commuting quotidiano casa-lavoro, ecologica e tristemente silenziosa e per nulla divertente. Tra una ricarica e l’altra, per fare un viaggio con la famiglia oltre i 300 km impiegherò lo stesso tempo che nel 1826, senza contare il costo del pernottamento in hotel per 3 persone.

Ipotesi 3 Auto Ibrida. L’autonomia in questo caso non è un problema perché si può sempre contare su un motore a benzina. Motore a benzina che consuma di più di un diesel e che va, per l’appunto, a benzina. Benzina, che come abbiamo visto prima, costa più del gasolio e che aumenterà ancora facendoci conquistare il primato dell’intera Via Lattea, alla faccia di quei dilettanti dei marziani.

Ipotesi 4 car sharing. Apparentemente chi ci governa è convinto che in Italia viviamo tutti tra Milano e Roma, dove esiste Uber e 26 tipi di car sharing e legifera di conseguenza. Peccato che la maggior parte di noi viva in provincia, dove la macchina più che una scelta è una necessità e dove, ops, il car sharing non esiste e la app di Uber ci mostra una gif di The Rock che sghignazza se proviamo a chiedere una corsa.

Ipotesi 5 aspetto. Mi tengo la mia auto diesel e stiamo a vedere che diavolo succede.