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Perché Volkswagen potrebbe aver chiuso per sempre con il mondo delle corse

Ecco cosa significa vivere in un mondo che punta sulle emissioni zero

di Francesco Zenere -
VW-Polo-WRC-01

A sorpresa, il 2 novembre Volkswagen ha annunciato il ritiro dal Campionato WRC lasciando a piedi i suoi tre piloti di punta. Management impazzito? Non proprio

All’inizio molti hanno pensato che i tedeschi di Wolfsburg fossero andati fuori di testa. Hai in casa il 4 volte campione del mondo Rally WRC, stai utilizzando da anni il rally come strumento di comunicazione, stai sviluppando da almeno un anno la nuova Polo WRC Plus da 380 cavalli e, di punto in bianco, cosa fai? Molli tutto. Che senso ha?

Per quanto possa sembrare strano, questo è un riflesso nemmeno tanto lontano del famoso Dieselgate che si è scatenato lo scorso anno negli USA

Rally

Le foto più belle del WRC 2016

Riviviamo insieme il Mondiale Rally vinto da Sébastien Ogier e dalla Volkswagen Polo

Verdetto definitivo Dieselgate e rimborso record
Il 26 ottobre è infatti arrivata la sentenza definitiva con una richiesta di pagamento di 14,7 miliardi di dollari, che comprende rimborsi e spese legali e, 2 miliardi di questa cifra, dovranno essere impiegati per promuovere i veicoli a zero emissioni. Tenete bene in mente questa parte perché è importante per il seguito della storia.

Annuncio ufficiale del ritiro dal mondo delle corse
Pochi giorni dopo, precisamente il 2 novembre, tramite un comunicato stampa, Volkswagen annuncia il ritiro del team WRC dal Campionato 2017. Lasciando di colpo a piedi 3 tra i migliori piloti del Mondiale, tra cui il 4 volte campione del mondo Sebastien Ogier.

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C’è però un aspetto curioso:  VW pagherà gli stipendi a tutti e tre i piloti anche per il prossimo anno, anche se questi gareggeranno per altre case automobilistiche. Sì, avete capito bene. Se Ogier, Mikkelsen e Latvala dovessero trovare un ingaggio – cosa non così scontata in questo periodo dell’anno in cui tutti i budget sono già stati approvati – verranno comunque pagati da Volkswagen per correre con Ford? Toyota? Hyundai?

Questo conferma, nonostante il comunicato stampa tentasse di far passare la cosa come programmata, che si è trattato di una decisione presa perché non c’erano alternative.

La Polo WRC in azione

Ragioni meramente finanziare o c’è dell’altro?
Molti sostengono che sia un tema meramente economico, ovvero che VW non avrebbe i soldi per sostenere una squadra corse. Chi lo afferma, non ha però presente quanto il mondo delle gare sia prezioso sia dal punto di vista della ricerca e sviluppo dei futuri prodotti sia dal punto di vista promozionale, aspetto, quest’ultimo, fondamentale soprattutto in questa fase in cui il marchio VW ha perso molto del suo splendore. Tagliare su questi due aspetti vorrebbe dire dichiarare la fine di uno dei più grandi gruppi automobilistici del mondo.

La verità è che, per quanto importante, il mondo delle gare è incompatibile con la richiesta di promozione di veicoli a zero emissioni di cui vi parlavo sopra. Tutti noi adoriamo un motore 2.0 benzina da 380 cavalli spinto alla morte, ma non si può certo dire che sia il testimonial ideale di una campagna a emissioni zero.

Tuning

Volkswagen Polo R WRC by Wimmer

Quando una piccola utilitaria è più potente di una Porsche 911...

Da un lato avremmo VW che lancia spot con auto silenziosissime (elettriche?) affermando quanto sia importante avere auto a impatto zero e dall’altro si sentirebbe il rumore (meravigliosamente) assordante di una Polo WRC che vince le gare di rally. Dal punto di vista della comunicazione sarebbe una vera presa per il culo e gli americani, si sa, quando si parla di regole si prendono molto sul serio.

Mai più VW nel mondo delle corse automobilistiche?

È dunque questo l’addio definitivo alle corse per VW? Diciamo che se Volkswagen vuole tornare a gareggiare, dovrà impegnarsi per promuovere un campionato appassionante tra velocissime auto elettriche. Il problema più grande sarà come rendere entusiasmante il silenzio.