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Ho visto il futuro della mobilità (ed è più folle di come lo potevamo immaginare)

Taxidroni che volano, auto guidate a distanza e autobus che fanno tutti da solo. Le strade del futuro sono piene di pazzie (che ci piacciono molto)

di Claudio Mastroianni -
huawei-mobilebroadbandforum-xlabs

Chiudete gli occhi e immaginate.

Immaginate di salire su un autobus guidato da una intelligenza artificiale, con un percorso preimpostato ma in grado di rallentare, fermarsi, ripartire in base agli ostacoli (e al traffico) presenti su strada.

Immaginate di richiedere un taxi e di ritrovarvi su un’auto guidata a distanza da un operatore a decine e decine di kilometri da lì, che grazie a telecamere e sensori è in grado di sapere esattamente quello che succede su strada.

Immaginate di richiedere un taxi e di ritrovarvi su un DRONE/elicottero teleguidato che vi porta da A a B evitando traffico e ingorghi. Senza pilota, solo voi. Nel cielo.

Non è fantascienza, non è un blockbuster al cinema: è un futuro molto prossimo, e in alcuni casi è addirittura già presente. È vero: l’ho visto e sperimentato dal vivo a Londra, al Global Broadband Forum organizzato da Huawei, e la cosa mi ha illuminato.

Ci siamo concentrati sulla guida autonoma, ed abbiamo sbagliato. Il futuro della mobilità è molto più complicato di così.

Dalla guida autonoma alla guida a distanza

Per quanto la guida autonoma sia ormai una realtà – basti pensare alla nuova Audi A8, come anche al progetto AVA (Autonomous Vehicle for All) del Gruppo PSA – c’è un altro lato della medaglia della “guida futura” che non abbiamo (colpevolmente?) tenuto in considerazione.

Relegata nei videogame, la guida a distanza è infatti una realtà dalle applicazioni pratiche e, da un certo punto di vista, ben più adattabili della guida autonoma all’attuale situazione delle infrastrutture stradali.

A guidare è sempre l’uomo, con tutta l’elasticità del caso per quanto riguarda segnaletica e condizioni stradali. La differenza è data solo dalla distanza dell’autista: io ho avuto modo di guidare un’auto a 50Km di distanza dalla location del Mobile BroadBand Forum, e la sensazione – quasi eccitante – era molto vicina a quella di una “guida reale”.

Certo, c’è da aggiornare leggi e regolamenti ma volete mettere la gioia di salire su un taxi (o Uber, o Noleggio Con Conducente) e non dover per forza intavolare una discussione? Privacy totale. Anche per l’autista, che può accompagnarvi dove volete senza alzarsi dalla sedia. E una volta finito il percorso, prendersi un bel caffè.

Guida autonoma e mobilità pubblica

È già realtà, è già in funzione in varie parti dell’Europa e del Mondo, e potrebbe risolvere i problemi di mobilità (e di budget) di molte cittadine italiane. Forse è questo l’aspetto più eccitante del lavoro fatto da EasyMile, che al Mobile Broadband Forum di Londra ha presentato il suo “autobus autonomo”, prodotto in collaborazione con Ligier e tecnologia di Rete fornita da Huawei.

Sfruttando i (numerosi) sensori presenti a 360° attorno al minibus elettrico, l’EasyMile è in grado di seguire un percorso preimpostato su mappa – compreso di fermate per far salire e scendere i passeggeri – adattando velocità e andatura alle condizioni di traffiche, agli ostacoli presenti su strada e anche agli imprevisti di percorso (gente che attraversa la strada all’improvviso? L’autobus si ferma immediatamente…).

Attualmente confinato in luoghi ben delimitati, e non su strade pubbliche (per questioni legislative, principalmente), anche questa applicazione tecnologica potrebbe cambiare il modo in cui ci muoveremo in città, andando a risolvere tematiche spinose come la qualità del servizio (spesso condizionata dal buon cuore degli autisti) ma anche il costo del servizio stesso, grazie a una tecnologia che, una volta applicata, richiede limitati costi di manutenzione.

Ci arriveremo, e muoverci nelle piccole – e complicate – cittadine italiane sarà decisamente più facile.

EasyMile al Mobile Broadband Forum

Dalla strada all’aria

Ma il futuro più eccitante visto a Londra durante il MBB17 organizzato da Huawei è certamente quello che vedrà spostare la mobilità dalla strada – a cui siamo ben abituati, assieme al suo traffico – allo spazio aereo. O meglio: allo spazio aereo più basso, quello non utilizzato dagli aerei, un territorio “vergine” ben poco sfruttato. “Low airspace”, lo chiamano.

È qui che ci muoviamo più nei territori tipici della fantascienza, e delle auto volanti che sfrecciano in aria (presente Blade Runner?).

Ecco, non saranno auto volanti velocissime quelle che vedremo a breve nei cieli mondiali, ma grandi droni teleguidati sì, e ci porteranno in giro per la città (e le città) a migliaia di metri d’altezza.

E facciamocene un’abitudine, perché succederà prestissimo: proprio a Londra, Huawei ha mostrato in teleconferenza un test funzionale di uno dei droni sviluppati nei loro Xlabs, dimostrando che è possibile pilotare a distanza un drone di grandi dimensioni capace di trasportare un passeggero (che non era presente a bordo per ovvie ragioni legali, ma avrebbe potuto esserlo). Certo, i pionieri che sfrutteranno questi mezzi di trasporto avranno un grande pelo sullo stomaco, ma è una applicazione tecnologica davvero eccitante.

Il cielo del prossimo futuro sarà affollato.

Non soltanto da questi droni-taxi, ma anche da una rete di mini-droni capaci di creare una affidabile Rete 5G nel low airspace, che a sua volta verrà sfruttata da altri droni in grado – per esempio – di consegnare i pacchi dei vostri acquisti online, ma anche beni di prima necessità in caso di incidenti o calamità naturali in zone impervie, o ancora di controllare le condizioni di traffico, localizzare o evitare incidenti stradali, e così via.

Una vera e propria rivoluzione nei cieli. E nel nostro modo di pensare.

L’importanza di una buona Rete

Per supportare tutta questa tecnologia, però, sarà necessario fare un ulteriore passo avanti nell’infrastruttura delle Reti Mobili (che già sono cambiate molto, anche nelle nostre teste, dall’UMTS al 3G all’HDSPA al 4G… quante sigle abbiamo imparato?).

È a questo che stanno lavorando alacremente brand come Huawei in collaborazione con le telco mondiali (a Londra erano presenti rappresentanti di Telefonica, Deutsche Telekom, British Telecom e non solo), per portare – finalmente – a compimento la “rivoluzione 5G”.

Perché in un mondo e in una società che costruirà il suo futuro sullo scambio perenne di dati a distanza è necessario avere una Rete “più affidabile, più veloce, più grande”. A latenza zero o quasi, come sottolineano più volte in Huawei, per gestire anche applicazioni tecnologiche come l’e-Health (la salute a distanza).

Siamo davanti a una rivoluzione, e manca pochissimo alla sua realizzazione.  È un futuro eccitante, che magari ci spaventa un po’, ma che promette di cambiarci la vita in meglio. E di molto.