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Auto da sogno

A volte non c’è bisogno di sognare troppo in grande, o forse sì?

di Francesco Neri -
lotus elise s1

Si dice che sognare in grande faccia bene, permette di fissare degli obbiettivi lontani e di non accontentarsi. Vero, in parte. Il mio problema è che di notte sogno auto che posso permettermi, e questo non va affatto bene. Se sognassi Lamborghini e Ferrari tutte le notti mi sveglierei con la consapevolezza che, almeno per ora, potrei possederle solo nel garage di Gran Turismo sulla Playstation. Invece sogno Porsche Boxster e Lotus Elise, ed è un problema. È un problema nel momento in cui passo i giorni successivi su Autoscout a spulciare gli annunci delle auto usate, pronto a spendere ogni centesimo per la 111 R o per la S di turno. È un tarlo più efficace di un inception di Leonardo di Caprio; sono dei maledettissimi sogni “a budget”.
È davvero brutto aprire il box del garage e scoprire che al posto di una spider esotica c’è la vostra maledetta utilitaria diesel. È un po’ come beccarsi una secchiata d’acqua gelata e un calcio nelle parti basse contemporaneamente.

E allora mi rimetto a cercare annunci in rete, a salvarli tra i preferiti. Che faccio, chiamo? Non chiamo? No, ma forse tra un mese, forse non è il momento. Forse dovrei tenere dei soldi sul conto nel caso si rompesse la lavatrice. Perché è anche bello avere una Lotus, ma se poi bisogna usarla per andare in lavanderia è un po’ un peccato. La buona notizia è che, tutto sommato, in questo modo i miei sogni possono avverarsi. I casi sono due: o comincio a sognare Bugatti e Lamborghini, così da non perdere neanche tempo a cercare annunci su internet quando mi sveglio, oppure devo cominciare a pregare che non mi si rompa la lavatrice.