La nuovissima 720S è il futuro di McLaren. Quali rospi hanno leccato i designer di Woking per disegnare un'auto del genere?

di Francesco Neri -
McLaren 720S

Non è facile entrare a sgomitate in mezzo a Ferrari, Porsche e Lamborghini; buttiamoci dentro anche Aston martin. Quando hai a che fare con brand così magnetici, storici, forti, anche se ti chiami McLaren non è detto che riuscirai ad essere all’altezza. La McLaren F1 (stradale) è una leggenda di auto, questo sì, ma costruire una gamma di supercar e vendere tanti esemplari in serie è un altro discorso. La Casa di Woking però con la MP4-12C (un nome orribile) è entrata a gamba tesa – e con successo – nell’Olimpo delle auto sportive. Devo essere sincero, la Mp-4 non mi ha mai fatto sognare. Mi sembrava un elettrodomestico allora e lo sembra anche adesso: fredda, un po’ anonima. Un po’ bruttina. Un’auto che aveva il solo scopo di essere “oggettivamente migliore” della Ferrari 458. Migliore in cosa? Nello 0-100? Nel tempo sul giro? Ovviamente si prese bastonate dall’italiana, non tanto in termini di prestazioni – era velocissima -, ma in termini di carattere, di coinvolgimento. Quel tipo di cose che contano più di ogni altra, in una supercar. E non tiriamo in ballo l’estetica…

Arrivò poi la sostituta. La McLaren 650S, per quanto mi riguarda, è migliore della MP4-12C soltanto nel nome. È più facile da ricordare, almeno. La sua linea è leggermente migliorata, ma ai miei occhi appare come un tentativo di mettere delle toppe dove la MP4 ha fatto dei buchi. Più potente, più veloce, ma forse peggio ancora da guidare (si parlava di “imponente sottosterzo”). Insomma, un’altra auto che non dice nulla alle mie terminazioni nervose.

Poi un giorno mi sono svegliato, ho aceso il PC e mi si è palesata davanti la foto della McLaren P1. Sono rimasto turbato. Quando l’ho vista la prima volta non l’ho del tutto capita. Quelle linee extraterrestri, quella coda che mostra le viscere meccaniche e quei fari a goccia erano straordinari; anche se in realtà mi convincevano di più la LaFerrari e la Porsche 918 Spyder. Ma pian piano ho cominciato ad amare quella sua sagoma da prototipo di LeMans. Dal vivo è così lunga, bassa e “fluida” da lasciare a bocca aperta. Questa sì che è una McLaren con un’anima. Quando poi ho visto il video della P1 che percorre il rettilineo di Yas Marina di notte sparando fuoco dallo scarico come se fosse un candelotto di dinamite, allora mi sono follemente innamorato. E credo che anche Bruce Wayne ci stia seriamente facendo un pensierino.

La P1 è la dimostrazione che la McLaren sa fare auto cazzute. E la 675LT ne è la conferma. Più bella della 650S, più emozionante, più esotica, più “P1”. L’auto che ha chiuso la quadratura del cerchio, la fine di un percorso iniziato con la MP4-12C. Come se McLraen, finalmente, avesse capito in che direzione andare.

Tutto questo mi serviva per arrivare al dunque. Dunque: la nuovissima McLaren 720S è il futuro di McLaren, nemmeno tanto lontano, visto che arriverà a breve sul mercato. Devo ammettere che la prima volta che l’ho vista sono diventato cieco per dieci secondi. Quali rospi hanno leccato i designer di Woking per disegnare un’auto del genere? Dico davvero.

Ha così tanti dettagli strani che non so da dove cominciare. Forse dai bulbi concavi anteriori che ospitano fari a prese d’aria, un’idea bizzarra quanto interessante. Più la guardo, però, più mi piace, come la P1. Anzi non riesco a smettere di farlo. Ritrovo in lei un po’ di P1, di McLaren F1 e un po’ di…nuovo. Credo che dopo anni la McLaren abbia capito finalmente come farci sognare veramente. Grande Mc. Dove posso provarla?