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Coyote e AMG, guidare sicuri

Coyote e AMG insieme sul circuito Tazio Nuvolari per la sicurezza su strada, e per il divertimento in pista

di Francesco Neri -

Una giornata di sole al mio circuito di casa (comoda una pista a 15 minuti da Pavia), qualche Classe A45 AMG e una Classe C 43 AMG. Così comincia il giovedì mattina. Oltre alla parte ludica, mi trovo qui per la conferenza stampa di Coyote, un’azienda francese che produce dispositivi premium di assistenza alla guida.

C’è pure un ospite d’eccezione, l’ex pilota di F1 Jean Alesì, brand ambassador del marchio Coyote. Ma che cos’è esattamente Coyote? Si tratta di una serie di dispositivi di aiuto alla guida che offrono un servizio premium. Sono pensati per avvisarvi non solo della presenza di autovelox, ma anche di ogni potenziale pericolo, dagli incidenti, al traffico, alla presenza di gomme esplose sulla strada. Il servizio è a pagamento e la sua efficacia si basa su una community numerosa che si aiuta nell’”avvisare” i guidatori. Oltre 5 milioni di utenti hanno scelto Coyote in Europa, numerosissimi anche in Italia.

L’azienda offre tre diversi prodotti: il Coyote Mini, un dispositivo molto compatto che vi mostra i principali pericoli sulla strada; il Coyote S, che esegue i compiti del primo ma è provvisto anche di una videocamera che registra in automatico gli ultimi 5 minuti (utile in caso di incidente); e infine il Coyote Nav, che in più è dotato di dispositivo satellitare con tutte le mappe d’Europa, con aggiornamento a vita. Il prezzo di questo servizio è di 144 euro all’anno, incluso nel servizio anche l’App per il cellulare (compatibile con Apple Car Play e Android Auto), integrabile con i sistemi di infotainment di auto del gruppo Mercedes, Toyota, PSA, Jaguar, Honda e Gruppo Volkswagen.

Jean Alesì è il testimonial perfetto per Coyote: in auto percorre più di 70.000 km all’anno ed è un membro affezionato della community Coyote.

Coyote e AMG 4

LE AMG SULLA PISTA DEL TAZIO NUVOLARI

Arriva la parte delle sgommate. Sono già stato con la Mercedes A45 AMG più volte su questa pista, ma una rinfrescatina non guasta. Con la sua trazione integrale, la compatta Mercedes riesce a scaricare egregiamente i 381 CV prodotti dal suo motore 2.0 turbo quattro cilindri. In realtà si comporta come una trazione anteriore con un sacco di grip; pensare di poter ottenere un sovrasterzo di potenza è quasi impossibile. Ma se siete abbastanza smaliziati potete giocare con i trasferimenti di carico e farla spazzolare su quattro ruote.  È talmente efficace e ferma nella sua guida che in pista risulta quasi noiosa. Salgo sulla Mercedes C43 AMG e già le cose cambiano. Per me il “vero motore AMG” è il V8, ma un sei cilindri è già molto meglio di quattro.
Il suo V6 biturbo 3,0 litri produce 367 CV e 520 Nm di coppia, messi a terra da un sistema di trazione integrale che invia la maggior parte della potenza all’asse posteriore. Questo significa che in uscita di curva, quando incollate il pedale destro al pavimento, la coda tende ad allargare, prima che il differenziale trasferisca la potenza davanti. Niente ruote posteriori fumanti, dunque, ma una guida sicuramente più sportiva.