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Ed è subito super-SUV

Con la Lamborghini Urus comincia l’era delle super-suv. Ne sentivamo il bisogno?

di Francesco Neri -
Lamborghini Urus 3

Ve lo dico in tutta sincerità, più guardo la Lamborghini Urus, più la ventola del mio cervello comincia a girare veloce, e non riesce a raffreddare.
Non riesco a dire che sia brutta: è aggressiva, scolpita, tamarrissima. Una perfetta auto testimonial per un film dei Transformers. E non è nemmeno facile disegnare dei SUV aggraziati, o quantomeno proporzionati. Quello che mi chiedo è: ne sentivamo davvero il bisogno?
I SUV potenti non sono una novità. Ha cominciato Porsche, hanno seguito tutti gli altri, fino a Maserati poco fa. Ma vedere una Lamborghini sport utility mi fa davvero effetto, come mi faceva effetto la LM02, ma quella specie di Hummer con un toro schiaffato sopra era così brutta e goffa da  cadere direttamente nel dimenticatoio. Una specie di mostro di Frankestein fuori epoca e fuori luogo.
La Urus invece è più che mai appropriata per i tempi che corrono, ed è questo che mi spaventa.
Pensavo che i SUV fossero una moda, come lo sono state le station wagon “carro funebre”, le auto marroni e le spider; ma a quanto pare sono la categoria di auto più popolare e lo saranno ancora per molto. E gli arabi e i cinesi, i nuovi golosi compratori di supercar, adorano questi aggeggi grossi e potenti. Ed è così che tra un’Aventador e un’Huracan, nasce la Urus: la Lamborghini con il nome più macho che esista.
Ed è così che tra sportive elettriche presentate da visionari, SUV con più di 600 CV e compatte tre cilindri, il mondo dell’auto è più confuso che mai. E lo sono molto anch’io. Di che auto abbiamo veramente bisogno?