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Planet Kart Cross: 130 CV, 315 kg e traversi infiniti

Pensate di aver guidato cose divertenti? Provate un Kart Cross con motore da moto

di Francesco Neri -

Guidare di traverso è la cosa più bella che si possa fare da vestiti, diceva Miki Biasion. Oggi più che mai questa affermazione mi sembra azzeccata. Sono alla pista sterrata di Autocross di Maggiora, a due passi dal mio paese natale, in Piemonte, per provare un mezzo davvero incredibile.
Paul Lunardi, il boss di Planet Kart Cross Italia, mi farà provare due dei suoi 7 kart cross.
Cos’è un kart cross? Un incrocio tra un go-kart e un buggy con motore motociclistico 600 cc quattro cilindri. Motore e cambio sono prelevati direttamente dalle moto: Kawasaki, Suzuki, Honda e Yamaha, a seconda dei gusti e delle preferenze. La trazione naturalmente è posteriore (non c’è differenziale, come sui go-kart) e il kart pesa appena 315 kg (peso minimo da regolamento). Con una potenza di 120-130 CV e un peso così ridotto, il kart cross brucia lo 0-100 km/h in 2,5 secondi, come una Bugatti Veyron da 1001 CV. Sarà un gran bella giornata.

TERRA E PASSIONE

I ragazzi di Planet Kart Cross Italia sono dei super appassionati. Il giovanissimo boss Paul Lunardi ci accoglie sotto il tendone e ci racconta nel dettaglio i vari mezzi della loro flotta. Vicino a me ci sono due Kamikaz (uno motorizzato Yamaha e uno Kawasaki) e due auto-costruiti interamente da loro. Dal vivo sono oggetti minacciosi: sono un po’ più piccoli di una Caterham, ma parecchio più alti. Il motore è posizionato dietro, mentre la “cabina” (una cellula ovale) è al centro. Dentro poi, oltre alla lamiera, ci sono il volante, il contagiri con l’indicatore di marcia e la leva del cambio sequenziale (quello della moto). Non serve altro. Lorenzo Lunardi, il padre di Paul, ci confessa che la loro intenzione è quella di avvicinare più piloti provenienti dalla pista o dai rally, invece che i crossisti o i drogati di adrenalina. Il rally cross in effetti è uno sport che meriterebbe l’attenzione di gente automobilisticamente più acculturata. Il rapporto spesa-divertimento di questi campionati è davvero allettante: con circa 6.000 euro si riescono a coprire le spese di un intero campionato di 4 gare, di cui una del Campionato Europeo. Planet Kart Cross Italia poi nel 2016 è diventata esclusivista e uffciale di Kamikaz e gestisce la rete dei pezzi di ricambio in tutta Italia, quindi alle spalle c’è una rete efficiente e organizzata.

Paul ci racconta anche della loro scommessa sui giovani (hanno 3 kart affidati a ragazzi under 16: Bossetti, Bormolini e Tiramani), oltre ai velocissimi Maicol Giacomotti e Marcello Gallo (Campione Italiano 2016) che hanno molta più esperienza.
Inoltre progettano di realizzare un kart con dei comandi al volante per allestire una scuola guida coi kart cross per persone disabili, un bel progetto che necessita però di finanziamenti.
Insomma: il mondo dei kart cross è un mondo poco conosciuto in Italia, ma dal grande potenziale (in Francia ci sono circa 600 kart cross e svariati campionati). È ora di guidare questo famigerato mezzo volante.

DI TRAVERSO

Prima di provare il Kamikaz, faccio qualche giro di prova con un kart cross motorizzato Honda più tranquillo e facile. Ben presto scopro che il kart cross non è fatto per gli spilungoni: non sono certo alto due metri, ma il casco tocca il tetto e il volante è così in basso che non riesco a vedere il contagiri; diciamo che questo kart non è costruito attorno a me. Almeno raggiungo bene i pedali. La cosa più difficile è partire: bisogna tenera alti (molto alti) i giri per non far spegnere il motore, dopo di che, una volta in moto, si prova la stessa intuitiva sensazione che si prova a bordo di un kart. Finché non si va su terra…

Questo affare sembra una macchinina caricata a molla! L’esplosione d’energia del 600 cc quando raggiunge la zona rossa e magnifica e vi scatena una risata sotto il casco. Da spettatore sembra che il pilota stia lottando con un leone, ma dopo tre curve alla guida scopro che il kart obbedisce ad ogni vostro imput con estrema precisione. Sullo sterrato asciutto la frenata è monumentale: ha molto più grip in frenata che trazione, e questo non solo vi permette di frenare fin dentro la curva, ma rende molto più divertente l’uscita di traverso.
La mia guida da pistaiolo però all’inizio mi frega: mentre cerco di correggere i traversi con controsterzi rapidi e veloci, vedo gli altri spendolare e guidare di traverso come dei maledetti finnici. Dopo poco comincio a guidare di traverso anch’io, ma il limite di questi aggeggi è ancora lontano per me. Saltare con le quattro ruote poi è una sensazione meravigliosa: il kart cross decolla e riatterra con la una naturalezza di un volatile, non importa se dritto o completamente di traverso.
Il cambio sequenziale poi è una vera goduria: per salire e scendere di marcia basta tirare e spingere la leva, ma la frizione va usata ad ogni cambiata come con i cambi ad H.

Cinque giri finiscono in fretta.

Riprovo con il Kamikaz motorizzato Kawasaki, un mezzo molto più competitivo e prestazionale. La differenza si sente subito: il motore ne ha sempre, in basso e in alto, ma verso il limitatore è davvero cattivo. Tutta l’auto è più reattiva e precisa, quasi nervosa, e in uscita dai tornanti stretti slitta così tanto da scavare solchi di terra. Che bestia! L’accelerazione dà assuefazione e il motore vi spinge con la stessa progressione (anche se con meno intensità) di una moto.
Era da tempo che non guidavo un mezzo così divertente. Tutto il timore che incute da fuori scompare alla prima curva, lasciando spazio al puro divertimento e al sound forsennato del motore.

COSTI

Con 6.000 euro si riescono a fare tre gare del Campionato Italiano TRX più una dell’Europeo, comprese di benzina, assistenza e open day (dove poterli provare). Escluse però le gomme (monomarca Maxxis, 300-400 euro a treno). Questo se intendete noleggiarlo.
Se invece volete acquistarlo, sappiate che un Kamikaz costa dai 4.500-5.000 fino ai 12.000-13.000 euro. Nuovo costa 18.000, ma con le elaborazioni arriva fino a 33.000 euro; tuttavia i kart che vincono l’Europeo – ci spiega Paul – si aggirano attorno ai 23.000.

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