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Poco potente è bello

A volte le auto con poca potenza sono molto divertenti da guidare al limite, anche senza rischiare la patente

di Francesco Neri -
Fiat 126 rally

Sarà un po’ come dire che le dimensioni non contano, oppure che la ragazza che frequenti è solo robusta, ma io lo dico lo stesso: mi diverto molto con le auto poco potenti. E quando dico poco potenti, intendo molto poco potenti.
Ammetto che forgiare una Lamborghini Aventador avesse il suo perché, ma non potevo guidare al limite senza rischiare patente, galera, vita e denunce per disturbo all’umanità.

Ma ora sto parlando di auto di questo pianeta, più precisamente di una Kia Picanto 1.2 aspirata da 84 CV. La sto guidando da qualche giorno e mi sto divertendo come un matto. Prima di tutto perché ha un motore quattro cilindri aspirato, che nel 2017 è più raro di una cinese con gli occhi verdi.
E poi mi diverte perché ha un’assetto davvero valido. Le citycar quando avevo diciott’anni avevano delle gommine rachitiche e un’assetto molle, oggi sono tutte messe giù cattive. Con i cerchi da 15 e pneumatici 195 la Kia ha più grip che potenza, quindi puoi fare le curve alla velocità del suono.

Mi ricorda un po’ la mia prima Punto 1.2 Fire, la seconda generazione restyling. Era più lenta di un orso asmatico, ma dopo aver sostituito le gommine 155 con le più “generose” 185, la mia vita è cambiata. Mi ha insegnato a fa scorrere l’auto per non perdere velocità e a tenere giù il piede nei curvoni veloci. Pena: la lentezza.

In più la Picanto frena anche bene e scivola quel che basta con il posteriore per aiutarvi a fare la curva. Insomma, è più divertente della maggior parte delle compatte diesel. Certo le compatte sportive sono un’altra cosa, ma consumano molto di più e non vi permettono di fare tutte le curve a palla. E soprattutto non hanno il motore aspirato, nessuna lo ha più.

Tutto questo è per dire che non tutto è perduto: le piccole auto (non sportive) possono essere ancora divertenti. Basta sapere come giocarci.