Auto importate Germania
  • pubblicato il 31-07-2014

Auto importate dalla Germania: tutte le informazioni

Norme, documenti, garanzie e costi: tutto quello che c'è da sapere per chi vuole acquistare un mezzo nuovo o usato

Gli italiani che decidono di acquistare auto importate dalla Germania sono parecchi: la maggioranza degli automobilisti lo fa per risparmiare (dalle parti di Berlino e Monaco i prezzi delle vetture tedesche nuove e usate sono tendenzialmente più bassi che da noi) ma c’è anche una minoranza composta da persone che optano per questa soluzione per frodare il fisco, per pagare un’assicurazione RC Auto più bassa e per evitare le multe.

Di seguito troverete tutte le informazioni necessarie - norme, documenti, garanzie e costi - per chi intende acquistare regolarmente una vettura in terra teutonica e utilizzarla senza problemi nel nostro Paese. In fondo all’articolo, invece, analizzeremo il fenomeno dei residenti in Italia che, credendosi più “furbi” degli altri, circolano con targa tedesca: esiste un articolo del Codice della Strada, infatti, che prevede sanzioni a riguardo.

Auto importate dalla Germania: come fare

Per trasferire in Italia un’auto importata dalla Germania occorre immatricolarla all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile e iscriverla al PRA (Pubblico Registro Automobilistico).

Le pratiche burocratiche e amministrative vengono generalmente effettuate da rivenditori specializzati nel mercato parallelo ma per risparmiare qualche euro è possibile provvedere personalmente. Innanzitutto bisogna rivolgersi alla Motorizzazione per le verifiche sull’idoneità della documentazione tecnica e sulla regolarità degli adempimenti fiscali (soprattutto gli obblighi IVA).

In caso di veicoli nuovi mai immatricolati o immatricolati in Germania con meno di 6.000 km e/o un’età inferiore ai sei mesi l’imposta sul valore aggiunto va versata in Italia (e quindi non dev’essere presente sulla fattura emessa dal venditore tedesco) mentre per le auto usate la tassa - del 19% - va versata in terra teutonica ed è compresa nel prezzo di acquisto.

Auto importate dalla Germania: i documenti

Per immatricolare e iscrivere al PRA un’auto importata dalla Germania è sufficiente rivolgersi allo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA). Qualora non sia possibile utilizzare questo servizio bisogna prima provvedere all’immatricolazione presso la Motorizzazione e poi, entro sessanta giorni dalla data di rilascio della carta di circolazione, iscrivere il mezzo al PRA.

Nel caso di veicoli nuovi bisogna portare la fotocopia di un documento d’identità (se è redatto in lingua straniera va allegata una traduzione in italiano certificata conforme), la dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza dell’acquirente (qualora la residenza non sia riportata sul documento presentato), il modello NP2C scaricabile dal sito dell’ACI o in distribuzione gratuita presso gli STA del PRA e della motorizzazione per l’iscrizione al PRA con istanza dell’acquirente e il modello NP2D nel caso in cui venga redatto l’atto di vendita (che deve essere redatto in bollo con la firma del venditore autenticata da un notaio).

Non è finita: bisogna infatti aggiungere la dichiarazione di conformità o certificato di conformità europeo accompagnato dalla dichiarazione di immatricolazione rilasciati dalla Casa costruttrice e la domanda compilata sul modulo TT 2119 e firmata dall’acquirente in distribuzione presso la Motorizzazione. Se l’acquirente è una persona giuridica ci vuole una dichiarazione sostitutiva resa dal legale rappresentante per attestare la sede, se l’acquirente è un cittadino extracomunitario c’è bisogno della copia del permesso di soggiorno in corso di validità o la copia del permesso scaduto con allegata la copia della ricevuta postale attestante l’avenuta presentazione della richiesta di rinnovo o la fotocopia del documento di identità e quella della ricevuta attestante la presentazione  dell’istanza di primo rilascio o la copia del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo.

Nel caso in cui l’acquirente sia un familiare extracomunitario di un cittadino dell’Unione Europea residente in Italia bisogna consegnare la copia della carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’UE o la copia della carta di soggiorno permanente per familiari di cittadini europei.

Nel caso di veicoli usati i documenti da consegnare sono praticamente gli stessi: se il soggetto è già proprietario all’estero e ciò risulta dalla carta di circolazione estera può essere presentata una dichiarazione di proprietà con firma autenticata da un notaio o da un comune o dai titolari o dai dipendenti delegati di uno STA. Per i mezzi provenienti dalla Germania e immatricolati in Germania dev’essere consegnato il certificato di proprietà (Fahrzeugbrief) in originale e la carta di circolazione (Fahrzeugschein) in originale insieme ai certificati tecnici rilasciati da un ufficio di collaudo tedesco (in alternativa va bene il Certificato di Omologazione Comunitaria in originale, previsto anche per i veicoli nuovi).

Auto importate dalla Germania: i costi

Chi si accinge ad acquistare un’auto importata dalla Germania deve mettere in conto parecchie spese: quella necessaria per entrare in possesso del mezzo, quella per trasportarlo nel nostro Paese e quelle amministrative. L’IPT (imposta provinciale di trascrizione) è variabile a seconda del tipo di veicolo e della provincia di residenza, gli emolumenti ACI costano 27,00 euro, l’imposta di bollo per iscrizione al PRA 32,00 euro (stessa cifra per l’imposta di bollo DTT, a cui vanno aggiunti i costi per i versamenti postali), i diritti DTT 9,00 euro (più versamenti postali) e i costi per il rilascio delle targhe dipendono dal veicolo e dal tipo di targa.

Se ci si rivolge allo STA di una delegazione dell’ACI o ad un’agenzia di pratiche auto oltre alle cifre precedentemente citate bisogna aggiungere la tariffa del servizio di intermediazione.

Auto importate dalla Germania: il trasporto

In base ad un accordo italo-tedesco entrato in vigore nel 1994 è possibile circolare nel nostro Paese con auto importate dalla Germania e munite di targa tedesca provvisoria (Überführungskennzeichen). Altrimenti si può provvedere al trasporto con rimorchio o immatricolare l’auto nel nostro Paese (a patto di essere già in possesso del contratto di acquisto e di tutti i documenti), assicurarla, andarla a ritirare in terra teutonica e rientrare in Italia al volante della vettura.

Auto importate dalla Germania: la garanzia

Prima di acquistare un’auto importata dalla Germania bisogna informarsi sulla possibilità di far valere la garanzia in Italia. La copertura legale di due anni è valida in tutta Europa ma il venditore tedesco non ha l’obbligo di assumersi le spese del veicolo guasto e può addirittura pretendere che il mezzo sia recapitato presso la sua concessionaria.

Auto importate dalla Germania: i “furbi” della targa tedesca

Come abbiamo visto c’è chi compra auto importate dalla Germania in maniera legale ma ci sono anche i “furbi”: quelli, cioè, che una volta in Italia continuano a circolare con la targa tedesca per frodare il fisco, per risparmiare sull’assicurazione RC Auto (meno cara a quelle latitudini) e per non dover pagare le multe. La legge tedesca, infatti, prevede ad esempio come prova di eccesso di velocità la foto che ritrae in viso il guidatore (che da noi, per via della legge sulla privacy, non può essere scattata).

Secondo l’articolo 132 del Codice della Strada - che regolamenta la circolazione dei veicoli immatricolati negli Stati esteri - i mezzi che hanno già adempiuto alle formalità doganali sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno. Il mancato rispetto della norma composta l’interdizione all’accesso sul territorio nazionale e il pagamento di una sanzione amministrativa da euro 84 a euro 335.

Peccato che nell’Unione Europea le formalità doganali non esistano più e per questa ragione è impossibile stabilire quando un veicolo è entrato ufficialmente in Italia. Senza contare che numerose società di leasing con sede in Germania offrono contratti di noleggio ad automobilisti italiani.

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