Cinture di sicurezza
  • pubblicato il 30-08-2015

Gli italiani e le cinture di sicurezza: un popolo di irresponsabili

L'obbligo di indossarle vale anche per gli occupanti dei sedili posteriori ma solo il 10% degli abitanti del nostro Paese rispetta questa norma

Quando si parla di cinture di sicurezza gli italiani continuano a comportarsi in modo irresponsabile: secondo una ricerca curata dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, solo il 10% degli abitanti del Bel Paese rispetta l’obbligo di indossarle sui sedili posteriori. Un valore che sale al 63% - un dato ancora troppo basso - per i conducenti.

Una percentuale esigua dovuta soprattutto all’ignoranza (c’è chi ritiene che le cinture, ad esempio, non siano necessarie negli spostamenti brevi o in città, luogo nel quale invece si verificano più sinistri) e alla sottovalutazione del rischio: sono ancora molti gli automobilisti in Italia che non conoscono le norme che regolano l’uso dei sistemi di ritenuta e non sono pochi quelli che ritengono (sbagliando) inutili questi dispositivi di sicurezza per i passeggeri posteriori (che sono invece i meno protetti in caso di incidente).

Le cinture di sicurezza, se usate correttamente, riducono dell’80% la possibilità di morte o ferite gravi in caso di incidente. L’airbag ,oltretutto, funziona correttamente solo quando il guidatore e il passeggero sono ancorati al sedile: in caso contrario il cuscino può addirittura favorire l’espulsione degli occupanti fuori dall’abitacolo.

Gli italiani e le cinture di sicurezza: un popolo di irresponsabili

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