Traffico in autostrada
  • pubblicato il 07-08-2012

Navigatori GPS: perché le informazioni sugli ingorghi possono essere in ritardo e sbagliate

di Valerio Boni

I dati relativi ai problemi del traffico ritrasmessi dai GPS devono essere verificati dalla Polizia Stradale. Per questo motivo i ritardi nel segnalare la formazione o il dissolvimento di un ingorgo sono almeno di mezz'ora

Chi ha viaggiato sulle nostre autostrade nelle giornate di domenica 5 agosto, ma anche lunedì 6, può essere stato sollecitato dal navigatore satellitare a seguire un percorso alternativo rispetto a quello programmato.

Salvo poi procedere indisturbati o, nel peggiore dei casi, incrociare il rallentamento sulla corsia opposta.

Sono queste le situazioni che minano la fiducia degli automobilisti in questi preziosi strumenti diventati di uso comune, certo.

Ma più di una coda inesitente è la situazione opposta a compromettere il rapporto tra chi guida e lo strumento hi-tech.

E i casi appartenenti alla seconda categoria non sono così infrequenti, come hanno dimostrato le lunghe code createsi in occasione dell'esodo pasquale, o durante le nevicate invernali.

Solo informazioni ufficiali

La colpa, però non è dello strumento, che si limita esclusivamente a trasmettere le informazioni che arrivano dai canali dedicati. Oltre a non consentire una precisa distinzione tra le corsie interessate da un rallentamento, i bollettini ufficiali soffrono anche per natura di ritardi cronici.

Ogni dato relativo a code e rallentamenti, infatti, deve essere validato da un organo ufficiale, vale a dire da Polizia Locale o Polizia Stradale. E di norma il ritardo determinato dalle necessarie verifiche è di almeno 30 minuti.

Si tratta di una misura precauzionale, per evitare che l'ente proprietario di una strada sia successivamente sommerso da cause civili per procurato allarme non fondato.

Ciò significa che i canali di pubblica utilità non possono diffondere notizie relative a ingorghi provenienti da segnalazioni di automobilisti in trappola. Anche se le chiamate sono centinaia.

Notizie da più canali

Dobbiamo allora rassegnarci e sfidare la sorte? Bisogna innanzitutto dire che se si viaggia all'estero, le informazioni captate dai navigatori sono più attendibili, ma qualcosa si può fare anche sulle strade italiane.

Si possono integrare le notizie ufficiali con quelle delle radio locali del tratto che si sta percorrendo, che tengono conto degli sms provenienti da chi è in trappola.

L'alternativa è rimpiazzare il GPS classico con uno di nuova generazione, con sistema infotraffic dedicato, basato su un sistema che rileva la densità e la velocità dei veicoli in transito su un determinato percorso , grazie anche ai dati trasmessi dalle schede dei cellulari delle persone a bordo delle auto.

Foto: EPA/ANSA

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