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MXGP 3, la recensione

Il gioco di simulazione di motocross per Playstation, Xbox One e PC arriva alla sua terza incarnazione. Manca l'effetto wow iniziale, ma poi è puro divertimento

di Francesco Zenere -

Sono un appassionato di Motocross e Supercross da parecchi anni e quindi ho sempre molte speranze e aspettative quando esce un nuovo gioco sul tema.

Ieri, appena rilasciato su Playstation Store, ho voluto subito provare il nuovo MXGP 3 (disponibile anche su Xbox One e PC).

Queste sono le mie impressioni dopo un paio di ore di gioco.

È meglio di MXGP 2?

Il confronto con il suo predecessore è d’obbligo anche perché, fino a ieri, era considerato il miglior gioco di motocross per console.

Il suo competitor principale, MX vs ATV Supercross, quando è uscito nel 2016 aveva parecchio deluso i fan del motocross con un gioco piuttosto brutto graficamente e con delle carenze pesanti sul fronte delle dinamiche fisiche. Peccato, visto che il vecchio MX vs ATV Reflex era già praticamente perfetto.

Tornando a MXGP 3, i primi minuti non sono di entusiasmo puro. Non c’è l’effetto “wow”. Non si ha la sensazione di essere di fronte a qualcosa di rivoluzionario, anzi, l’impressione iniziale è che sia addirittura peggiorato rispetto alla versione precedente.

Questo perché è meno patinato. Meno perfettino.

MXGP 2 era la trasposizione fuoristrada di MotoGP. Le piste erano perfette, senza sbavature e i piloti pure, ma si aveva la strana sensazione di impersonare Valentino Rossi con la sua Yamaha MotoGP su una pista da cross. Soprattutto sui salti sembrava che la moto si staccasse appena da terra.

MXGP 3 è tutta un’altra cosa. È ruvido, grezzo, sporco e terribilmente divertente.

Finalmente un vero gioco sul motocross con la pista che si deteriora e che diventa sempre più difficile da gestire. E, per quanto mi riguarda, era dai tempi di MX vs ATV Reflex che non mi divertivo così tanto.

Più velocità e si cade di meno

Nel nuovo MXGP 3 tutto accade più in fretta.

Gli ostacoli si susseguono con una tale rapidità da mettere in difficoltà anche i neuroni più giovani e la pista sembra così molto più stretta.

In compenso, si cade molto meno che in MXGP 2, dove il minimo errore ti faceva ripartire daccapo. Qui invece vengono concesse divertenti escursioni fuori pista e finalmente anche i contatti sono da veri crossisti e non da pistaioli fatti di vetro e con seri problemi di equilibrio.

Tanta pioggia, fango e il meraviglioso suono dei 2 tempi

Le novità più interessanti di questo gioco sono le condizioni meteo che cambiano e i motori 2 tempi.

Con la nuova modalità meteo ci si trova a girare sulla stessa pista passando dal navigare a vista in mezzo alla polvere allo scivolare nel fango più infido che si possa immaginare, cosa che richiede una certa capacità di modulazione dell’acceleratore se non si vuole sentire il limitatore impazzire.

Per quanto riguarda il motore 2 tempi, la gioia di sentire quel suono celestiale è tanta e si fatica a voler tornare agli attuali e più performanti 4 tempi.

Il compound che bomba!

Il compound è il tracciato di prova di MXGP 3 e, finora, è la mia pista preferita.

A differenza del gioco precedente in cui era una classica pista da cross, qui Milestone ha optato per un vero percorso di prova. Uno di quelli dove si allenano i team americani ufficiali Honda, Yamaha e Kawasaki a Corona, nel sud della California.

Una pista quasi da Supercross dove è facile trovare pregi e difetti di moto e settaggi.

Niente tracciati da Supercross

Parlando di Supercross, in MXGP 3 – almeno per ora – non ci sono più le “Stadium Series”.

Questo è forse l’unico difetto reale di questo gioco. È vero che così è più centrato rispetto al titolo della serie (The real motocross game), ma le piste con tanti salti e curve strette sono sempre divertenti.

Verdetto

MXGP 3 è un gioco che ti conquista giro dopo giro.

Non è uno di quei giochi tutta apparenza iniziale che abbandoni dopo tre giorni per noia e che vorresti al massimo aver noleggiato da quel che resta di Blockbuster. No, MXGP 3 ha scelto di guadagnarsi la nostra stima giro dopo giro, senza tanti e inutili effetti speciali.

Ottimo lavoro, ragazzi!

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