Videogames

Project Cars 2, la nostra recensione

Abbiamo giocato a lungo il nuovo titolo di Slightly Mad Studios, ecco il nostro verdetto

di Francesco Neri -

Project Cars è stato un titolo ambizioso: il mondo dei racing games non è facile, soprattutto se intendi progettare un gioco simulativo pronto a sfidare i big del panorama videoludico. Il primo titolo di Slightly Mad Studios però ha centrato l’obbiettivo, portando un titolo vasto, ricco di circuiti, dall’impronta fortemente simulativa e soprattutto immersivo. Un gioco, però, non privo di difetti. Il modello di guida marcatamente simulativo rendeva il primo capitolo a dir poco ostico da giocare con il pad; la fisica delle auto, poi, sebbene ben realizzata, era ben lontana dall’essere perfetta (soprattutto nel passaggio sui cordoli) e la grafica era ancora piuttosto grossolana, oltre che poco fluida. Anche il parco auto non era dei più vasti; ma a conti fatti, in un periodo di sequel sottotono, Project Cars è stata una boccata d’aria fresca.
Project Cars 2 mette sul piatto un mole di contenuti decisamente più importante, prendendo nel mirino addirittura Forza Motorsport e Gran Turismo, ma senza perdere di vista la sua indole simulativa. Sarà riuscito nel suo intento?

SIMULATORE, PER TUTTI

Vogliamo essere chiari: Project Cars 2 assomiglia più ad Assetto Corsa o Dirt Rally che a F12017 o WRC, come modello di guida. Giochi di Rally? Ebbene sì; il secondo capitolo non solo propone ambienti con pioggia, ghiaccio e neve – splendidamente realizzati – ma anche vetture da rally e rally cross. Ma questa è solo un piccola parte della quantità enorme di contenuti che il titolo offre.
Project Cars 2 conta più di 170 vetture e 60 tracciati, una carriera ben strutturata – anche se poco profonda e priva di “extra” – e un comparto online davvero ben fatto. Non è un gioco alla Gran Turismo dove le patenti, la progressione e i dettagli sono al centro dell’esperienza, ma un gioco dove la guida e la battaglia sono al centro di tutto. Le vetture sono realizzate con estrema cura, e spaziano dai kart, alle formula, alle GT fino ad arrivare alle vetture stradali.
Il menu è molto simile a quello del capitolo precedente e fin da subito si possono guidare tutte le vetture (tranne in modalità Carriera dove bisogna procedere per gradi), ma vi assicuriamo che avrete il vostro bel da fare. Il livello di difficoltà poi è ampiamente regolabile: l’IA degli avversari può essere regolato al centesimo, così come la loro aggressività. Al livello massimo bisogna essere quasi dei piloti professionisti per fronteggiare gli avversari, ma con una regolazione “appropriata” il gioco è godibile anche dai neofiti. Stesso discorso vale per i controlli elettronici. Ci sono anche gli aiuti visivi che indicano dove (e come) curvare, dove frenare e dove accelerare. Un indicatore che ormai va di moda nei giochi di guida, e che io poco digerisco.

PISTE MIGLIORI, FISICA MIGLIORE

I “buchi” riguardanti la fisica delle auto e la realizzazione delle piste sono stati colmati, e questo è un grande sollievo, visto che erano due punti del primo capitolo che ci hanno lasciato con l’amaro in bocca. Va detto: è un gioco che va giocato con il volante; non solo perché le auto sono più controllabili (richiede una guida “precisa”), ma anche perché si apprezzano meglio i dettagli provenienti dal force feedback, perfettamente in sintonia con le asperità dell’asfalto, con i cordoli e con i cambi di direzione. Anche con il pad, tuttavia, si apprezzano molto di più rispetto al primo capitolo, ma l’esperienza di guida non è la stessa.
Veniamo alla fisica. Le auto ora si comportano molto meglio: se saltate troppo su un cordolo non vi ritroverete più sulla luna e il peso dell’auto e le regolazioni ora si percepiscono in modo più sensibile. Chi ha giocato il primo capitolo ad ogni modo ritroverà lo stesso modello di guida, ma più genuino e naturale.
Molto meglio invece per quanto riguarda le piste – almeno la maggior parte -, ora riprodotte con maggiore fedeltà tramite un sistema di scansione laser fatto con i droni.

GRAFICA

Project CARS 2, nonostante i bellissimi trailer, non è un capolavoro visivo. Ma anche se non regge il confronto con Forza Motorsport (il più bello da vedere, per ora) si difende lo stesso egregiamente, sfoggiando su console 60 FPS e un meteo dinamico molto ben realizzato. Anche le vetture sono belle e luccicanti, e soprattutto “suonano” come vere auto da corsa, sibili e rumori di trasmissione compresi.

CONCLUSIONI 9

Project Cars 2 è l’unico simulatore in commercio in grado di accontentare anche i “non maniaci” delle corse. Ha tanto da offrire ed è molto appagante, soprattuto con il volante. Il secondo capitolo poi rimedia a tutti i piccoli difetti del suo predecessore, rendendolo (quasi) inattaccabile sotto tutti i punti di vista. Da non perdere.