Prova su strada

Honda Integra 2016, la prova su strada

Conserva le sue doti di maxiscooter confortevole e affina quelle tecniche che lo accomunano a una vera e propria moto. È già in vendita a partire da 9.390 euro

di Francesco Irace -

Ha totalizzato 18.000 unità vendute in Europa dal lancio (2012) ad oggi e nel 2016 arriva sul mercato con nuovi aggiornamenti.

Parliamo di Honda Integra, la perfetta via di mezzo: si guida come una moto ma garantisce la comodità e la praticità di un maxiscooter.

Condivide molte componenti con la NC750X 2016 (leggi qui la prova), a partire dai nuovi gruppi ottici con luci a led, dalla nuova forcella anteriore e da un cambio a doppia frizione DCT ancora più performante.

Su strada si apprezza per il comportamento dinamico e per la versatilità. È già disponibile nelle concessionarie con prezzi a partire da 9.390 euro (con bauletto da 45 litri compreso nel prezzo).

Com’è fatta

Honda Integra sfoggia nuove luci a led diurne, un nuovo scarico (più leggero e compatto) e una nuova strumentazione LCD con colorazioni personalizzabili, che riporta, tra le altre cose, consumi, marcia inserita e modalità del cambio DCT.

Il bicilindrico parallelo a corsa lunga da 745cc, capace di erogare una potenza di 55 CV a 6.250 giri/min e 68 Nm a 4.750 giri/min, guadagna l’omologazione Euro4. Il serbatoio è da 14,1 litri, mentre il peso complessivo della moto è di 238 kg (con pieno di benzina).

Il cambio a doppia frizione DCT (Dual Clutch Transmission) prevede due modalità automatiche AT (Drive e Sport) e una modalità manuale MT, gestibile attraverso le palette al manubrio.

Sulla nuova versione 2016, però, la modalità automatica Sport si arricchisce di tre ulteriori livelli di impostazione (S1, S2 ed S3), mentre il cambio guadagna l’Adaptive Clutch Capability Control: un sofisticato sistema di gestione delle due frizioni che riduce l’on-off alle basse velocità.

Il telaio di Honda Integra 2016 è in acciaio con struttura a diamante. Davanti arriva una nuova forcella Showa con steli da 41mm Dual Bending Valvle, con caratteristiche di compressione ed estensione ottimizzate.

Dietro c’è sempre il monoammortizzatore con escursione da 120mm, dotato ora di una nuova regolazione del precarico più semplice.

L’impianto frenante, con ABS di serie, prevede un disco da 320mm davanti con nuova pinza a due pistoncini e un disco da 240mm dietro con pinza a singolo pistoncino.

I cerchi sono da 17 pollici e sono coperti con pneumatici “sport-touring” da 120/70 e 160/60.

Honda Integra 2016 è disponibile anche nella variante S (9.490 euro), caratterizzata da una speciale colorazione metallizzata e da alcune finiture estetiche.

Come va

Honda Integra 2016 accoglie bene qualsiasi tipo di pilota.

La sella è ampia e comoda e le pedane sono ben posizionate. La sua natura ibrida (moto/scooter) si “materializza” nel tunnel centrale piuttosto ingombrante (dove sostanzialmente passa lo stesso telaio della NC750X): i cui benefici si avvertiranno su strada.

Il vano sottosella, invece, è piuttosto piccolo: non è in grado di contenere un casco jet ed impone inevitabilmente il montaggio di un bauletto (compreso nel prezzo tra l’altro).

Il cupolino protegge abbastanza bene, anche alle velocità autostradali: il comfort percepito è notevole. Il punto di forza di Honda Integra si trova sotto l’abito da docile e accattivante maxiscooter: telaio (appunto), sospensioni, ruote e motore sono quelli di una vera e propria moto.

E su strada il comportamento dinamico di Integra è davvero ottimo. La sospensione anteriore svolge un egregio lavoro in tutte le condizioni: rispetto al passato è più sostenuta e permette ad Integra di offrire migliori performance soprattutto nel misto.

La frenata non è molto aggressiva, ma è ugualmente efficace. Il motore spinge forte ai medi-bassi regimi ed è abbinato all’ottimo cambio DCT a doppia frizione: le cambiate sono rapide e precise.

La modalità automatica D (Drive) è quella che privilegia l’efficienza e ha il difetto di non offrire freno motore; tuttavia se si spalanca improvvisamente il gas, il sistema rileverà la richiesta immediata di potenza e si attiverà (scalando rapporti e cercando la massima prestazione) per garantirla.

La S (Sport) si articola in: S1, leggermente più spinta della modalità Drive, ma comunque docile; S2, che prevede cambiate a un regime di giri più alto (corrisponde alla vecchia mappa S); ed S3, la più sportiva, che sfrutta tutta la potenza disponibile cercando la massima prestazione.

In tutti questi casi appena elencati resta comunque attiva la funzionalità manuale delle due palette posizionate sul manubrio. Per chi, invece, non vuole alcun ausilio resta tuttavia disponibile la modalità esclusivamente manuale.

Honda Integra 2016 è, dunque, ancor più godibile rispetto al modello precedente. Si guida molto bene in città, tra le curve e in autostrada. Insomma, è sempre di più un ibrido vincente.

Abbigliamento utilizzato 

Giacca: Dainese Hawker D-Dry Jacket

Pantaloni: Dainese Tempest D-Dry Pants

Guanti: Dainese Rainlong D-dry Gloves

Stivali: Dainese Tempest D-WP Boots

Casco: Kabuto ibuki