Prova su strada

Moto Guzzi V7 III e V9 2017, il test

La nuova generazione della V7 si aggiorna più dentro che fuori. Piccole novità anche per le V9

di Francesco Irace -

Partiamo da un dato: la Moto Guzzi V7 è la moto del Gruppo Piaggio più amata dagli italiani. È infatti dal 2009 la best seller dell’intera company e costituisce la moto d’ingresso nel mondo Moto Guzzi. Si rinnova profondamente per il 2017 senza stravolgere le sue caratteristiche basilari e lasciando pressoché intatto il look classico ed elegante che ha sempre contraddistinto tutti i modelli di V7. Guadagna un nuovo motore Euro 4, piccoli dettagli estetici, una ciclistica migliorata ed è sempre disponibile nelle versioni Stone, Special e Racer, a cui si aggiunge l’edizione limitata (a 1000 esemplari) Anniversario che celebra i 50 anni dal lancio del primo esemplare di V7. Abbraccia un pubblico trasversale ed eterogeneo, ed è quindi disponibile anche nella versione depotenziata per patenti A2. L’ho provata nei pressi di Mandello del Lario per scoprirne pregi e difetti, percorrendo qualche km anche con le versioni 2017 della V9 Bobber e Roamer, oggi più confortevoli che in passato.

Moto Guzzi V7 III, com’è fatta

Un cambiamento importante in Casa Moto Guzzi comporta l’avanzamento della numerazione con simboli romani. Per questo quando parliamo di V7 III siamo al cospetto di una nuova generazione e non di un semplice restyling, come qualcuno potrebbe immaginare. Come anticipato, la personalità stilistica del modello rimane intatta, con il design che dialoga tra forme ispirate dalla storia di Moto Guzzi ed esigenze da motocicletta contemporanea. Ci sono però nuovi collettori di scarico a doppio tubo e nuove teste del motore. Il tappo di rifornimento in alluminio non è più a sfioro con la linea del serbatoio, ma a vite e, come in precedenza, dotato di serratura. Troviamo inoltre i copri iniettori dal nuovo design, i fianchetti laterali dalle forme più slanciate e la nuova sella, dalle grafiche e rivestimenti inediti e dedicati ad ognuno dei modelli. Nuovi sono anche gli indicatori di direzione, gli specchietti, più larghi di 40 mm per aumentare la visuale, e la strumentazione. Il telaio in acciaio mantiene lo schema a doppia culla scomponibile del modello precedente e la medesima distribuzione dei pesi (46% anteriore; 54% posteriore), ma la parte frontale è stata completamente rivista e rinforzata, introducendo anche una nuova geometria di sterzo.

Nuova è la coppia di ammortizzatori Kayaba regolabili nel precarico molla, mentre la forcella resta quella di sempre: telescopica idraulica con diametro da 40 mm. La sella è più bassa (770 mm), ci sono nuove pedane in alluminio, le pedane passeggero sono state riposizionate e spicca una nuova pompa freno posteriore con serbatoio integrato. Il motore bicilindrico (da 744cc) a V trasversale – unico al mondo – è stato rivisto in tutte le sue componenti interne ed è omologato ora Euro 4. Cresce la potenza massima che arriva ora a 52 CV a 6.200 giri/min, mentre la coppia massima si attesta a 60 Nm a 4.900 giri/min. C’è inoltre una nuova frizione monodisco a secco e cambia la rapportatura della prima e della sesta marcia del cambio manuale a sei marce. Il pacchetto elettronico della V7 III si avvale infine di un impianto ABS Continental a doppio canale e di un nuovo MGCT (Moto Guzzi Controllo Trazione) regolabile su tre livelli e disinseribile. Il peso in ordine di marcia si attesta sui 209 kg per la Stone e sui 213 kg per le Special/Anniversario.

Moto Guzzi V7 III Stone, Special, Racer e Anniversario: modelli e prezzi

La Stone (da 7.990 euro) è il modello base ed è anche la più eclettica. Propone verniciature opache ed è l’unica ad avere i cerchi ruota a razze e la strumentazione a singolo quadrante circolare. La Special (da 8.450 euro) è quella che incarna maggiormente lo spirito del modello originario. È la più elegante, con numerosi particolari cromati dallo stile classico. Prevede ruote a raggi, strumentazione a doppio quadrante circolare e sella con cuciture old school. La Racer (da 10.990 euro) è prodotta in edizione numerata ed è rappresenta l’interpretazione sportiva della V7 III. Ha i semi manubri, la sella (finta) monoposto, elementi in alluminio anodizzato nero, tabella portanumero, telaio rosso, pedane arretrate regolabili e ammortizzatori Ohlins al posteriore. Chiude il cerchio la V7 III Anniversario (da 11.090 euro), edizione speciale limitata a 1000 esemplari per celebrare i 50 anni dalla nascita di V7. Ha una grafica dedicata, il serbatoio cromato, una sella in vera pelle e parafanghi in alluminio spazzolato.

Moto Guzzi V7 III: come va

Pur non essendo leggera, la nuova Moto Guzzi V7 III può essere considerata adatta a qualsiasi tipo di motociclista: dal più esperto al neofita (non è un caso che in Moto Guzzi l’abbiano proposta anche nella variante depotenziata). In sella si percepiscono un po’ di vibrazioni su pedane e manubrio, ma è facile ed intuitiva, e anche relativamente agile. Non è una moto pensata per andar forte ma allo stesso tempo può divertire parecchio nei percorsi ricchi di curve. Ha una posizione di guida naturale, comoda, con la sella morbida e piuttosto bassa: consente a tutti di poggiare comodamente i piedi a terra. Il bicilindrico ha uno spunto deciso ai medio bassi regimi, spinge con vigore senza spaventare chi non ha esperienza.

La frizione è morbida e il cambio piuttosto preciso. A punto la frenata, non aggressiva. L’assetto è piuttosto morbido e consente alla moto di copiare bene le asperità dell’asfalto. Discorso diverso per la Racer, che comporta una posizione di guida più caricata in avanti ma meno estrema rispetto al passato. Ha un assetto più rigido, che privilegia la guida sportiva e penalizza leggermente il comfort. È pensata per chi ama lo stile café racer, insomma. Ha una personalità unica ed è anche (oggettivamente) molto bella da vedere. Tra tutte, tuttavia, io preferisco la Stone, perché in fondo è la più semplice, la più essenziale: niente fronzoli, solo il necessario, quello che basta per godersi un paesaggio in sella a una moto diversa dalle altre per storia, prestigio, valore e fascino.

Moto Guzzi V9 Bobber e Roamer 2017

Sulle versioni 2017 di Moto Guzzi V7 Roamer e Bobber cambia la posizione di guida e migliora il comfort. Tale risultato è dovuto a un riposizionamento delle pedane, arretrate ora di 10 cm e rialzate di 35 mm. Ne beneficia dunque la postura, decontratta e perfetta per tutti i motociclisti (prima i più alti potevano urtare con le gambe sulle teste dei cilindri), e la comodità, grazie all’utilizzo di una nuova sella più imbottita e più morbida. Invariato tutto il resto, dal motore alla ciclistica. Qui trovate la nostra prova su strada del modello precedente.

Abbigliamento

Casco Nolan N21 Lario

Giacca Tucano Urbano Straforo

Jeans Alpinestars Cooper Out denim pants

Scarpe V’Quattro Game Aplina