• pubblicato il 14-03-2017

Yamaha MT-10 SP e Tourer Edition 2017: il test

di Nicola Andreetto

L’ottima accoglienza riservata alla MT-10 ha spinto Yamaha a rincarare la dose con due nuove versioni: la Tourer Edition per chi ama viaggiare e la SP per chi vuole il massimo. Le abbiamo provate entrambe in Sudafrica

Le Hyper Naked, ovvero le nude ad alte prestazioni, rappresentano una buona fetta di mercato per Yamaha, in grado di superare il 40% delle vendite della Casa di Iwata qui in Europa.

Lo scorso anno il lancio della MT-10, modello di punta di questa famiglia, ha rappresentato da subito un ottimo successo commerciale del quale a cascata hanno beneficiato anche i modelli “minori".

Yamaha ha una lunga tradizione nel segmento e in molti attendevano un nuovo prodotto di alto livello. Se fossimo a una gara canora, diremmo che la MT-10 non ha tradito le attese e ha convinto da subito sia pubblico, sia critica.

Dopo il primo anno di commercializzazione, Yamaha introduce due nuove versioni: SP e Tourer Edition. Vediamo come sono fatte e come si sono comportate nella prova su strada. 

Yamaha MT-10 Tourer Edition ed MT-10 SP: come sono?

Per quanto riguarda il cuore, la SP non si differenzia dalla MT-10 “standard” e di conseguenza neppure dalla Tourer Edition. Abbracciato dal telaio Deltabox, troviamo il quattro cilindri “Crossplane” da 160 CV di potenza massima e 111 Nm di coppia massima abbinato al cambio elettronico quick shift con frizione assistita e antisaltellamento.

Si può scegliere tra quattro riding mode preimpostati e selezionabili solo a moto ferma: vanno da A, più cattivo e pistaiolo, fino al più tranquillo D. Non manca di certo il traction-control regolabile su tre livelli di intervento selezionabili, assieme all’Engine Power, anche durante la marcia.

In parole povere prima di partire si può scegliere il riding mode più adatto ma se durante la marcia si fa impellente la necessità di avere un maggiore o minore intervento del controllo di trazione, una risposta differente delle sospensioni o del motore, è sufficiente chiudere il gas, pigiare un tasto e tornare a spalancare di gusto.

MT-10 Tourer Edition

Come si evince facilmente dal nome, la Tourer Edition si rivolge alla clientela più pragmatica di MT-10, quella che ha scelto la naked Yamaha proprio per la sua vocazione più turistica rispetto alle concorrenti. Tra le maxi naked presenti attualmente sul mercato, la MT-10 è infatti quella che meglio coniuga prestazioni da sportiva con una buona comodità e versatilità.

In molti si sono accorti di questa indole e Yamaha ha preparato un apposito pacchetto di accessori che ne incrementa ulteriormente le doti di macina chilometri. Tourer Edition è dunque una MT-10 standard arricchita per affrontare con più disinvoltura viaggi e trasferte emozionanti.

Si caratterizza per la coppia di borse semirigide da 25 litri, il wind-screen maggiorato, i paramani, la sella comfort e il GPS stay, ovvero il porta navigatore.

Quest’ultima predisposizione sottolinea la nuova partnership di Yamaha con Tom Tom, grazie alla quale gli acquirenti di MT-10 potranno avere il navigatore Rider 410 a 199 euro anziché 399. Immancabile, infine, sulla Tourer Edition il cruise control già presente anche sulle altre MT-10.

MT-10 SP

La SP è pensata, invece, per chi ha notato della MT-10 le impressionanti prestazioni meccaniche e non si accontenta, e vuole il massimo in termini di elettronica e ciclistica.

La colorazione dedicata Silver Blue Carbon (davvero d’effetto) rende evidente la presenza della forcella gold di Ohlins, ma c’è molto di più. Si tratta di sospensioni semi-attive EC Smart, ovvero di un sistema molto sofisticato nel quale una centralina detta SCU (Suspension Control Unit) analizza i dati provenienti dai sensori 100 volte al secondo ed è così in grado di riconoscere le condizioni di guida e di regolare passo passo l’idraulica in estensione e compressione.

Il risultato è una ciclistica che si adatta in tempo reale allo stile di guida e alle condizioni dell’asfalto in base al setting preimpostato. Ci sono cinque modalità di gestione delle sospensioni: A1 è un setup più indicato per la pista, A2 per una guida su strada, mentre M1, M2 ed M3 sono delle vere e proprie tarature manuali che il guidatore può impostare e memorizzare usando, anziché il preistorico cacciavite, i pulsanti posti sul blocchetto sinistro.

L’effetto fantascientifico è enfatizzato dalla futuristica strumentazione TFT ereditata dalla superbike R1-M. Oltre a raccogliere questi dati e consentire la navigazione all’interno di un ricco menù tutto attraverso i pulsanti posti sul manubrio, questa strumentazione cambia illuminazione a seconda della luce esterna e offre la possibilità di scegliere tra due grafiche, una Road e una Racing.

MT-10 Tourer Edition ed MT-10 SP: come vanno?

La missione affidata ai tecnici Yamaha con la MT-10 è stata quella di costruire la miglior roadster possibile partendo da una base tecnica sportiva all’avanguardia ed è difficile pensare potessero fare di meglio.

La MT-10 è una moto efficace e piacevole su strada, con una posizione di guida che non stanca, un motore corposo ed esaltante, una ciclistica solida e una qualità costruttiva eccellente. Cosa si può volere di più? Eppure è arrivata la SP che innalza ancora di più l’asticella. 

In sella alla SP

La possibilità di cucirsi addosso la moto grazie alla miriade di regolazioni elettroniche la rende una moto molto sofisticata, considerata anche la grande sensibilità con cui reagisce a tali regolazioni, ma non è difficile da interpretare e mantiene la fruibilità della MT-10 standard.

Si entra presto in sintonia, merito del motore CP4 una vera opera d’arte meccanica e delle tarature pre-impostate che aiutano molto a “orientarsi". Nell’utilizzo stradale ho trovato troppo esuberante la mappa A, che rende la moto inutilmente nervosa, meglio tenerla per le sessioni di turni liberi in pista.

Tra le curve ho preferito la mappa B che regala un’erogazione più dolce. Allo stesso modo ho scelto di mantenere le sospensioni su A2 per un compromesso ottimale tra comfort e sportività, mentre con A1 la comodità cede il passo a una risposta più estrema che ben si sposa con la guida tra i cordoli.

Raccordare i lisci curvoni sudafricani con la MT-10 SP è una pacchia: stabile, precisa, veloce mostra di avere limiti ben al di sopra di quanto si possa provare a fare su strada.

Ci si sente sicuri e allo stesso tempo si trova velocemente la confidenza necessaria a osare (sempre senza esagerare). Nel misto più stretto risulta meno letale, ma non per questo impacciata.

Il motore è sempre pronto e generoso nel portarti fuori dai tornanti e la ripresa è sempre morbida e senza strappi anche a bassi giri con una marcia lunga. Si dà gas e il quattro in linea esplode vigoroso. 

In sella alla Tourer Edition

Sensazione, questa, che non cambia neppure alla guida della Tourer Edition, sulla quale però si apprezza da subito l’incremento di comfort. La sella, specie in confronto con quella duretta della SP, sembra una poltrona.

La triangolazione con pedane e manubrio rimane ottimale e non stanca e lo schermo protettivo consente medie autostradali senza sentire la pressione dell’aria. Le sospensioni qui sono meno raffinate delle Ohlins semi-attive della SP, ma si tratta comunque di un pacchetto di alto livello.

La risposta è un pochino meno filtrata, ma la precisione di guida è comunque assicurata. Nessun scompenso, invece, per la presenza delle borse.

Compatte e leggere sono a mio avviso un pochino sotto tono rispetto il prezzo della moto e adatte ad un turismo molto limitato sia per capienza, sia per forma, sia per la mancanza di serratura, sia per non essere impermeabili.

Altra differenza con la SP sono i riding mode che qui sono solo 3. Tuttavia, come sulla SP, ho preferito la modalità intermedia, più docile e sfruttabile e meno nervosa. Anche così, infatti, basta una manata di gas per trovarsi la ruota anteriore a puntare il cielo. 

PRO MT-10 Tourer Edition

Prestazioni motore

Ciclistica

Maggior comfort rispetto al modello base

CONTRO

Prezzo elevato

Borse troppo economiche

PRO MT-10 SP

Ciclistica sopraffina

Personalizzazione elettronica

CONTRO

Prezzo elevato

Minor Comfort

Abbigliamento

Casco: X-Lite X-551 GT

Occhiali: Ariete Adrenaline

Giacca: Alpinestars Gunner WP

Guanti: Alpinestars Corozal Drystar

Pantaloni: Pando Moto Karl

Stivali: TCX Hero