Prova su strada

Yamaha X-MAX 400 2017, il test

Lo scooter medio della Casa dei Tre Diapason viene proposto a 6.690 euro

Quando si parla di scooter ad alte prestazioni, non ci sono santi. In testa ci sono loro, quelli siglati con tre lettere, la famiglia Max di Yamaha. Chi cerca un due ruote che si avvicini come guida (e pieghe) ad una moto, guarda il T-Max o il fratello più piccolo X-Max. Perché vanno forte, sono ottimamente frenati, stanno giù in curva senza strofinare sull’asfalto i cavalletti e in più sono così comodi che, se si vuole, si va anche in giro nel weekend, senza troppe rinunce. La famiglia Yamaha si è ora allargata con l’X-Max 400, proposto a un prezzo non così importante come il T-Max: 6.690 euro.

Più accattivante e confortevole

L’estetica è tosta, molto in stile giapponese anche se in Yamaha ci tengono a sottolineare che che alle linee finali hanno contribuito in modo sostanziale i designer europei. Resta il fatto che il nuovo sport scooter si fa notare per le superfici affilate che si addolciscono nella sella e in coda, i fari con tagli netti, la marmitta importante, i dettagli che sanno di alta tecnologia. In Yamaha dichiarano che l’obiettivo principale nella realizzazione del nuovo X-Max è stato, senza in alcun modo mortificare le prestazioni, di migliorare il comfort per guidatore e passeggero: le ruote alte (da 15 pollici davanti e 13 dietro), le nuove sospensioni anteriori e posteriori, parabrezza e manubrio regolabili in due posizioni e una sella spessa come una poltrona Frau (con una sorta di schienalino per chi guida), danno subito l’idea di poter macinare chilometri senza essere storditi dall’aria in faccia o muoversi in città senza che il martellamento sulle sospensioni del pavé si trasmetta alla cervicale. E sempre nell’ambito del comfort va segnalato che nel vano sottosella (con luce di cortesia) ci stanno due caschi integrali (o una borsa A4) mentre piccoli oggetti trovano posto in altri due vani ai lati del cannotto dello sterzo. La capacità del serbatoio carburante è di 14 litri, tanti, per non doversi fermare in continuazione a far benzina in autostrada. Lo scooter Yamaha poi non ha bisogno della chiave metallica: in dotazione c’è una smart key che consente di sbloccare l’antifurto, avviare il motore e aprire il vano sottosella.

Equilibrio dinamico

Abbiamo avuto modo di fare un primo assaggio delle doti dinamiche dell’X-Max, tra un percorso cittadino a Milano, tangenziale e strade provinciali lombarde. La prima sensazione è che comunque questi scooteroni, come impegno fisico, sono prossimi alle moto: anche alleggerito di cinque chili rispetto alla versione precedente l’X-Max pesa pur sempre 210 kg. Poi, certo, la ciclistica è superba e quindi non appena ci si muove il peso si trasforma in sensazione di stabilità e sicurezza. Il motore è un monocilindrico di 395 cc, omologato Euro4 con una potenza dichiarata di 24,5 kW a 7.000 giri e 36 Nm di coppia: ce n’è abbastanza per accelerate e riprese sostenute, anche su fondi infami grazie al controllo di trazione TCS che evita il pattinamento della ruota posteriore. Frenata sempre ineccepibile complice un sistema evoluto di ABS che evita bloccaggi che potrebbero mettere in difficoltà il guidatore meno esperto. Le prestazioni sono sportive ma non eclatanti: se scendete da un T-Max (che peraltro costa quasi il doppio), questo sembra spento. Ma se ci arrivate da altri scooter, anche di analoga cilindrata, la sensazione è diversa, più sportiva. Anche perché l’X-Max 400 è di un equilibrio dinamico raro e dunque consente medie elevate (i 130 km/h in autostrada non sono un problema) e trasferimenti veloci, con pieghe in totale sensazione di sicurezza e un avantreno che sta giù dove lo mettete voi e una ruota posteriore che non accenna mai a perdere aderenza. Come sempre, infine, anche questo scooter può essere accessoriato con una linea di prodotti dedicati, a seconda che privilegiate lo spirito sportivo o il comfort. Vale a dire o lo scarico Akrapovic o il bauletto da 50 litri. O tutti e due…