Huawei - Forum
  • pubblicato il 06-10-2015

C2X Expert Forum: i costruttori del mondo parlano del futuro dell'auto connessa

di Stefano Valente

Situazione attuale, prospettive a medio e lungo termine del mondo dell'auto connessa

Entro il 2020, il 90% delle auto avrà servizi on line: questo è un dato snocciolato più e più volte durante il C2X Expert Forum organizzato da Huawei per presentare i progetti della compagnia cinese nel campo delle connected cars. Si tratta di una prospettiva vista come un'opportunità, ma anche come un destino ineluttabile da affrontare: tutte quei veicoli connessi ad internet come possono essere sfruttati? Quali funzioni si possono offrire agli automobilisti? Quali sono gli obiettivi comuni dei costruttori? Questi sono solo alcuni dei quesiti posti durante il C2X Expert Forum.

Il Forum, strutturato su tre panel, ha mostrato la situazione attuale delle connected cars, le prospettive a breve termine e quelle a lungo termine, presentando le problematicità del caso e possibili soluzioni a queste.

Oltre lo smartphone

Si è dunque parlato poco di interfacce e di sistemi operativi: nei progetti a lungo termine poco importa se gli utenti useranno Android Auto o CarPlay, poiché l'auto non sarà un'estensione del telefono, ma avrà una connessione propria con funzioni separate.
Tra le funzioni già applicabili ed applicate troviamo la possibilità di recuperare l'auto dopo un furto, la diagnostica in remoto e, attraverso questa, un'interazione maggiore con l'assicurazione per abbassare i costi (verificando gli effettivi usi). Si potranno ovviamente effettuare chiamate, incontrare automobilisti con interessi simili e, in una prospettiva più lontana, addirittura sarà possibile il controllo totale (guida, ecc) in remoto dell'auto, una funzione questa ricordata più volte, ma sempre sottovoce per la problematicità della privacy che presenta. 

Una vita "smart"

Quando pensiamo alle connected cars solitamente si immagina una prospettiva più ristretta delle reali possibilità di questa tecnologia: e se le auto non fossero soltanto connesse ad internet, ma anche tra di loro e con il resto del mondo dell'IoT?
Provate ad immaginare ad esempio un'auto connessa ad internet che comunica con una casa smart: potreste accendere luce e riscaldamento in remoto, pronti per il vostro arrivo e usufruire degli stessi contenuti riprodotti in auto (audio e video) senza dover interrompere l'attività.
Una città popolata da connected cars offre una moltitudine di dati che, se elaborati, trasformano le metropoli in vere e proprie smart city, uno strumento prezioso per le amministrazioni che possono in questo modo migliorare la qualità della vita delle persone.

Auto senza pilota 

Lo step finale nell'evoluzione delle connected cars è ovviamente rappresentato dall'auto senza pilota a cui stanno lavorando anche compagnie come Google, Apple e Uber, esterne (almeno le prime due) al mondo delle auto. I costruttori ovviamente non sono fermi in panchina a guardare la partita che si sta disputando, ma sono anzi in campo con risultati concreti, come Audi con la A7 autonoma presentata al CES 2015 di Las Vegas. Un passo importante verso l'auto senza pilota (e per il suo miglioramento) è il processo di self-learning che i veicoli devono sviluppare: immaginate un sistema che può imparare dalla strada e migliorarsi costantemente, offrendo un'esperienza migliore col passare del tempo.

Gli ostacoli

Queste prospettive hanno sollevato anche le problematicità legate agli ostacoli (attuali e futuri) per il raggiungimento di queste tecnologie. Innanzittutto si è parlato dell'importanza di avere una piattaforma comune, che vada oltre le interfacce come Android Auto e CarPlay e tocchi questioni cruciali come protocolli di comunicazione, tecnologie hardware e software di ogni genere.

Un altro elemento imprescindibile per lo sviluppo delle connected cars è stato ripreso da più persone durante i vari panel ed è connessione 5G. Una connessione veloce e capace di gestire una mole di dati sempre crescente è infatti necessaria per garantire sia la sicurezza (data dalla tempestività delle comunicazioni) che il funzionamento stesso delle caratteristiche di una connected cars, dotate sempre più di sensori e apparecchiature che generano sempre più dati. Un altro aspetto imporante che concerne la connessione (che si tratti di 5G o LTE) riguarda chi si prendere in carico il pagamento di questa connessione: l'utente (già oberato di abbonamenti mensili tra smartphone, servizi di streaming audio e video e di ogni altra sorta) o i costruttori che, pur di avere quella base comune così necessaria per lo sviluppo del settore, si accolleranno i costi della connessione?

Il destino ineluttabile dell'automotive 

Verrebbe da dire quasi "C'è tempo per rispondere a queste domande", ma se c'è qualcosa di davvero concreto che è emerso dal C2X Expert Forum organizzato da Huawei è che il futuro è alle porte e non è possibile rimandarlo.

C2X Expert Forum: i costruttori del mondo parlano del futuro dell'auto connessa

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