• pubblicato il 27-10-2016

Fari auto: l'illuminazione del futuro, e le trappole del presente

Dalla contraffazione alle nuove tecnologie, ecco come orientarsi nel mondo delle luci per l'auto

È una frase che abbiamo sentito tutti, almeno una volta nella vita: "Una volta l'auto te la potevi sistemare tu, ora anche per cambiare un lampadina ti tocca andare dal meccanico".

Ed è vero: la sostituzione delle lampadine in auto è diventata una azione sempre più complessa, delicata, a tratti inavvicinabile.

C'è un motivo, però: le luci delle nostre auto sono diventate sempre più sofisticate, tecnologiche, evolute e tarate per offrire la migliore illuminazione possibile per il nostro specifico modello.

Eppure sono spesso un elemento sottovalutato: non soltanto nella conoscenza di come funzionano (o non funzionano), ma anche nella consapevolezza di cosa implichi a livello di sicurezza avere una illuminazione adeguata mentre guidiamo.

Quanti di noi controllano se l'intensità del fascio di luce dei nostri fari è ancora sufficiente per garantire la salute nostra e della gente che ci circonda? Quanti si limitano, invece, a far sostituire una lampadina solo quando smette di funzionare completamente?

Sono dettagli (è il caso di dirlo, "illuminanti") che abbiamo imparato nel corso di un workshop svolto con Philips Lumileds (uno dei principali player del settore, con quasi il 50% delle auto in circolazione che montano - fresche di fabbrica - i suoi prodotti), a Lione. Un'occasione per scoprire meglio i secreti di un elemento delle nostre auto che alle volte, sbagliando, diamo per scontato.

Le lampade alogene non sono morte

Nonostante siano passati oltre 100 anni dall'invenzione della lampadina a incandescenza (fu brevettata da Thomas Edison nel 1880), la "classica" lampadina alogena che popolava i fari di tutte le auto fino a pochi anni fa non è ancora passata di moda.

Le tecnologie si sono succedute (Xenon e LED, per dirne un paio) ma l'alogeno è comunque rimasto un efficace, sicuro ed economico standard.

Quello che è cambiato e si è evoluto, in compenso, è il processo produttivo che ha permesso di ottenere lampade a incandescenza sempre più piccole, e con una flessibilità di design che più si avvicina a quello delle soluzioni a LED.

Le nuove alogene, che vedremo a breve, saranno più luminose e con una luce più bianca (e quindi efficace), senza rinunciare però all'economicità delle soluzioni tradizionali.

Xenon all'inseguimento del LED

Segno di un'auto moderna e ben accessoriata fino a pochi anni fa, i fari allo Xenon sono stati sostituiti solo negli ultimi anni dalle luci a LED nel cuore degli appassionati di quattro ruote.

Restano però, così come le lampade alogene, delle soluzioni affidabili e sempre più raffinate. E più accessibili rispetto alle soluzioni LED, tant'è che spesso sulle auto di fascia più alta si trovano soluzioni miste che affiancano alle luci a LED altri proiettori allo Xenon.

È proprio per questa ragione che Philips Lumiled ha concentrato la sua attenzione sul miglioramento di questo tipo di tecnologia, su due binari paralleli: uno dedicato alla funzionalità, e uno dedicato all'estetica.

Nel primo caso troviamo le lampade Xenon X-tremeVision, novità di Philips, che privilegia la potenza e la profondita del fascio di luce garantendo una maggiore sicurezza e una più estesa visione periferica. Nel secondo caso, invece, le Xenon WhiteVision, che invece puntano soprattutto su un colore della luce molto vicino - quasi indistinguibile - a quello fornito dalle luci a LED, evitando in questo modo il fastidioso "effetto scalino" fra i due tipi di luminosità. Dettagli, direte voi? Non per chi è attento all'estetica...

Un futuro a tutto LED (in attesa di giuste leggi)

Ad ogni modo, il mercato delle lampade tradizionali (alogene e xenon) è ancora florido, e promette di crescere in maniera stabile ancora per qualche anno. Il picco, però, dovrebbe essere raggiunto nel 2020 per poi vedere una graduale sostituzione del parco luci in circolazione con quelle a tecnologia a LED.

È inevitabile: la tecnologia a LED favorisce una maggiore libertà ai designer di auto (nell'attesa che si diffonda ancora di più la tecnologia d'illuminazione a laser), maggiore sicurezza, migliori prestazioni e maggiore durata delle lampadine: insomma, un guadagno per tutti.

In altri paesi europei e non - dove il tuning non viene visto come una specie di "bestia nera" da punire - sono già presenti numerosi modelli di lampade retrofit, che permettono anche a auto più vecchie di montare luci a LED al posto delle alogene di serie. Il guadagno in luminosità e chiarezza della luce è evidente (Philips Lumileds a Lione ha creato uno speciale "concept" di Mini che montava entrambi i tipi di luce, per mostrarne la differenza a occhio nudo).

Peccato che, in Italia, questo tipo di sostituzioni non sia ancora legale e che tocchi aspettare, per essere pienamente in regola, l'intervento della classe politica. Speriamo facciano in fretta.

Riflettori accesi sulla contraffazione

Infine, una piccola curiosità. Sembra una cifra incredibile, ma 2 lampade su 10 fra quelle che vengono montate in aftermarket non sono originali.

Stiamo parlando del 20% dei modelli che vengono montati dai vostri meccanici di fiducia, che spesso sono le prime vittime della contraffazione. 

Come risolvere il problema? Tenendo gli occhi aperti, e sfruttando gli strumenti messi a disposizione dalle case produttrici, come ad esempio il certificato di autenticità introdotto da Philips Lumileds: un'etichetta olografica accompagnata a un codice univoco, controllabile online, che permette di tranquillizzarsi sull'originalità del prodotto montato.

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