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  • pubblicato il 29-04-2016

Hannover Messe: Intervista a Karabet Krikorian sul futuro dei motori secondo Huawei

di Stefano Valente

Non solo connected cars: il colosso cinese è pronto per migliorare tutto il mondo dei motori, dall'agricoltura all'edilizia

Durante l'Hannover Messe abbiamo intervistato Karabet Krikorian (a capo della sezione IoT e Industry 4.0 dell'aerea Europea) con il quale abbiamo potuto approfondire alcuni aspetti delle presentazioni tenute durante la fiera. 

Oltre le connected cars

Ovviamente abbiamo iniziato dal mondo delle connected cars, sia per l'affinità dell'argomento con Panoramauto che per chiedere quali passi fossero stati compiuti da Huawei dal C2X ad oggi. Qualcosa si è mosso in effetti, ma è ancora presto per parlarne. La maggior parte degli accordi sono sotto NDA (non disclosure agreement, in sostanza non possono ancora essere rivelati), ma un importante partner è stato rivelato: Daimler. 

Un cambio di prospettiva 

A proposito dei costruttori è stato interessante affrontare l'argomento del costo della connessione a bordo delle connected cars e la risposta è stata sorprendente. È emerso infatti che la maggior parte dei costruttori non sono interessati in partnership con operatori telefonici e che la questione nel suo complesso va valutata da un punto di vista completamente diverso. Il punto non è più "chi paga per la connessione?" (un problema emerso proprio durante il C2X), ma chi detiene il diritto d'uso e di possesso di quei dati. La maggior parte delle tecnologie presentate da Huawei infatti si basa sull'utilizzo incrociato dei dati delle auto (consumi, manutenzione, traffico e molto altro) che non sono direttamente visualizzabili dagli automobilisti, ma che sono appunto usati dai costruttori per i servizi che poi forniscono. Quindi si capisce subito come il costo del traffico dei dati sia un aspetto del tutto secondario, quando ci si rende conto che proprio quei dati sono una miniera d'oro, dalla quale è possibile estrarre numerose informazione per creare diversi servizi. Da questo discorso è ovviamente escluso l'infotainment che è a carico del cliente. 

Esempi pratici: il settore agricolo 

Parlando quindi del data mining (ovvero l'estrazione dei dati) si è arrivati all'esempio del settore agricolo, nel quale Huawei collabora con Arkessa: lo scopo è proprio quello di estrarre i dati dal lavoro svolto dai macchinari per migliorare la produttività, risparmiare sulla manutenzione intervenendo solo dove necessario e soprattutto creare un approccio più sostenibile all'attività. Krikorian ha quindi sottolineato come i dati sono sempre stati lì a disposizione, bisogna solo sapere come estrarli e cosa farne e, a quanto pare, Huawei ha le idee chiare in merito.  

Assicurazioni più giuste 

Un altro settore in cui i dati telemetrici delle auto possono fare la differenza è quello delle assicurazioni. Krikorian  ha evidenziato un problema comune a molti neo patentati: le assicurazioni spesso applicano polizze molto alte nei confronti di questi automobilisti perché non hanno uno storico che possa dimostrare la loro affidabilità, ma cosa succederebbe se il neo patentato potesse di mostrare attraverso controlli regolari ogni due o tre mesi, di essere un automobilista affidabile? Questo sarebbe possibile tramite un semplice accessorio OBD installato sull'auto (e Huawei ha un partner anche per questo progetto) che può raccogliere dati come chilometri percorsi, velocità abituale e tanti altri che possono fare la differenza per un'assicurazione. Modelli assicurativi del genere sono già applicati in Francia e in America Latina, quindi non è del tutto impossibile secondo Krikorian che possano essere applicati anche altrove.  

Controllo totale

Un'ultima interessante prospettiva proposta da Krikorian per quanto riguarda l'uso dei dati delle auto connesse proviene dal mondo dei servizi. Il responsabile di Huawei ha posto il caso di un'azienda che ha una flotta di veicoli utilizzati dai dipendenti. Come si può essere certi che questi ultimi facciano sempre un buon uso dei veicoli e non li utilizzino magari al di fuori dell'orario di lavoro? Come si può avere un feedback diretto e sicuro della tempestività degli interventi? La risposta arriva proprio attraverso la raccolta e l'analisi dei dati forniti dalle auto connesse, una prospettiva forse un po' inquietante, ma che sicuramente porterebbe gli automobilisti verso un comportamento più corretto alla guida dei veicoli.   

Tanti idee

Ci sono ancora alcuni punti da chiarire e soprattutto alcune prospettive sul controllo dei dati sono un po' inquietanti, ma ci sono anche molti aspetti positivi, come una maggiore sostenibilità in ambito agricolo e un migliore comportamento degli automobilisti che vogliono risparmiare sull'assicurazione. In questi ambiti e in tanti altri Huawei sembra avere le idee ben chiare e i progetti su cui stanno lavorando crescono in numero e complessità: come ogni volta che gettiamo lo sguardo su questi nuovi mondi, il futuro sembra sempre meno lontano. 

Hannover Messe: Intervista a Karabet Krikorian sul futuro dei motori secondo Huawei

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