• pubblicato il 06-03-2015

Uber passa al contrattacco: ricorso alla UE contro la Francia

di Stefano Valente

Nel frattempo Uber punta a delle mappe di sua proprietà

Dal primo gennaio 2015 vige una legge in Francia, la Loi Thévenoud, che impedisce di improvvisarsi autisti di Uber grazie al servizio UberPop ed è proprio contro questa legge che la compagnia proprietaria dell'app ha deciso di fare ricorso all'Unione Europea. 

Il quotidiano Il Foglio riporta per intero il ricorso in cui Uber sostiene che questa legge contenga “certe condizioni non in linea con il diritto europeo in termini di libertà di impresa”. 

Si tratta in realtà già del secondo ricorso che l'azienda dell'app pone all'attenzione della Commissione: nel primo si poneva l'attenzione su una questione tecnica, ovvero la mancata notifica della Francia di una norma tecnica che ostacoli la libera circolazione che è ancora allo studio della Commissione.

Nel mentre si temporeggia, cercando di stabilire di chi sia la competenza della questione: prima di pronunciarsi su un argomento così delicato bisogna infatti decidere se considerare Uber come un normale servizio taxi (la cui competenza sarebbe nazionale) o se vedere l'app come un provider di un servizio, il che farebbe ricadere la competenza sull'Unione Europea. 

Pare quindi che Uber cerchi di evitare lo scontro locale (verificando Stato per Stato dove può operare) puntando invece ad un confronto a livello europeo, dove per altro di recente l'AD Travis Kalanick ha promesso cinquantamila posti di lavoro se l'azienda verrà lasciata libera di operare. 

Nel frattempo comunque Uber continua a guardare avanti e, nell'ottica di liberarsi dalle mappe di Apple e Google, ha acquistato il software per la mappatura deCarta. Un'acquisizione che, alla luce delle intenzioni di Google di lanciarsi nella concorrenza a Uber, pare più che obbligatoria. 

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