• pubblicato il 04-07-2010

Alfa Romeo Giulietta 2.0 JTDm-2 Distinctive: il test

di Marco Coletto

L'Alfa Romeo Giulietta è stata analizzata dai giornalisti di Panoramauto: la prova completa della versione turbodiesel più costosa - la 2.0 JTDm-2 Distinctive - è disponibile sul numero di luglio.

Non è la prima volta che la Casa del Biscione utilizza questo nome per battezzare una vettura: lo fece già dal 1955 al 1965 e dal 1977 al 1985. La "terza generazione", erede della 147, è più grande (13 cm di lunghezza aggiuntiva) della vettura che va a sostituire...e molto più sicura.

Al volante la Giulietta sa come divertire: merito del manettino DNA, già visto sulla MiTo, che permette di scegliere tra tre diverse impostazioni di guida (Dynamic, Normal, All Weather) e del differenziale elettronico Q2. Il propulsore 2.0 da 170 CV (lo stesso montato da 159, Brera e Spider) ha un'erogazione di coppia decisa e ben si abbina al cambio manuale a sei marce, rapido e preciso negli innesti e con una rapportatura piuttosto lunga.

Nei viaggi in autostrada il comfort prevale: a velocità da Codice il propulsore gira a regimi bassi ma basta sfiorare il pedale dell'acceleratore per avere una buona spinta fino a 4.600 giri. Il tutto nel massimo silenzio. L'unica pecca arriva dalla frenata: efficace però poco modulabile.

In città l'azione dello Start&Stop è avvertibile ad ogni semaforo e durante le ripartenze non è necessario inserire la modalità Dynamic per scattare rapidamente. Nonostante le dimensioni esterne ingombranti la compatta del Biscione sa essere maneggevole: a parte in manovra, dove il lunotto piccolo e l'assenza di protezioni della carrozzeria rendono quasi obbligatorio l'acquisto dei sensori di parcheggio (450 euro). Sempre ottimo il comparto delle sospensioni.

Nell'abitacolo si respira aria di qualità: la fascia metallica sulla plancia (che costa 75 euro) e la strumentazione tonda richiamano le Alfa degli anni Sessanta, la qualità dei materiali e gli assemblaggi non prestano il fianco alle critiche. L'abitabilità non è il massimo (soprattutto per le gambe e la testa di chi siede dietro) ma il guidatore ha a disposizione sufficienti regolazioni di sedile e volante per non lamentarsi. Il climatizzatore bizona è potente, però poco reattivo quando si imposta la temperatura. Buono il bagagliaio.

La dotazione di serie è completa di tutto il necessario (autoradio Mp3, cerchi in lega da 16", climatizzatore, ESP, fendinebbia e filtro antiparticolato) ma bastano pochi optional fondamentali per far levitare il prezzo: il ruotino di scorta (70 euro), i sedili anteriori riscaldati (300 euro) e - come abbiamo detto in precedenza - i sensori di parcheggio. Se poi volete anche il navigatore preparatevi a sborsare 1.800 euro. Il pacchetto sportivo, che comprende interni in pelle a "cannelloni", assetto ribassato, minigonne e pedaliera in alluminio, costa 1.700 euro.

Per quanto riguarda la sicurezza chi guida una Giulietta può stare tranquillo: la dotazione comprende airbag frontali, laterali e a tendina, controllo di stabilità e hill holder (dispositivo che facilita le partenze in salita). Nella lista degli accessori a pagamento troviamo invece i fari bixeno (1.000 euro) e le pinze freni rosse potenziate (400 euro, un acquisto superfluo). La tenuta di strada è sempre buona: solo portando la vettura al limite si avverte qualche accenno di sottosterzo.

Alfa Romeo Giulietta 2.0 JTDm-2 Distinctive: il test

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