• pubblicato il 04-07-2010

Alfa Romeo MiTo 1.4 Turbo Quadrifoglio Verde: il test

di Marco Coletto

Il Quadrifoglio Verde appartiene alla storia dell'Alfa Romeo dal 1923, da quando cioè la Casa del Biscione conquistò la sua prima vittoria importante: la Targa Florio. Ora questo mitico simbolo fa bella mostra di sé sui parafanghi anteriori della variante più pepata della MiTo: quella dotata del motore 1.4 Turbo Multiair da 170 CV. La prova completa su Panoramauto di luglio.

Cornici dei fari anteriori, calotte e specchi in grigio titanio, spoiler posteriore e un rapporto peso/potenza di 6,7 kg/CV: queste le peculiarità del "piccolo mostro" nostrano. Nell'abitacolo dell'esemplare testato spiccano i sedili in pelle Frau (980 euro) e una plancia ben rifinita, rivestita nella parte superiore da un materiale che ricorda la fibra di carbonio. Impossibile non trovare la posizione di guida ideale, anche se la seduta resta sempre un po' troppo alta: una buona notizia per la visibilità (visto il muso spiovente), meno per chi vuole sentirsi pilota. In retromarcia, al contrario, il lunotto piccolo e alto rende necessario l'acquisto dei sensori di parcheggio (350 euro).

La MiTo promette (e mantiene) divertimento fin da quando si gira la chiave di avviamento: il motore risponde con un piacevole borbottio allo scarico ed è pronto fin dai bassi regimi, lo sterzo è diretto e l'assetto è rigido. In accelerazione la vettura spinge come una forsennata da 1.500 a 6.000 giri (l'intervento del limitatore è un po' troppo brusco nelle prime due marce) senza che si avverta il benché minimo ritardo di risposta del turbo e l'ESP agisce solo quando strettamente necessario. Mettendo il manettino DNA nella posizione "Normal" le reazioni sono più "dolci" ma comunque soddisfacenti.

In città la piccola del Biscione mostra un'inaspettata anima ecologista grazie al dispositivo Start&Stop. Gli ammortizzatori duri non disturbano troppo la marcia, salvo quando incontrano buche profonde. La rumorosità non è mai eccessiva, nemmeno durante la marcia autostradale.

Se cercate spazio la MiTo non è l'auto che fa per voi: è omologata per cinque persone ma in realtà dietro si sta comodi (si fa per dire, c'è poco spazio per le gambe e per la testa) solo in due. Il bagagliaio è abbastanza ampio, però la soglia di carico è troppo alta e la bocca di accesso è piccolina.

Ad un prezzo di 21.151 euro la MiTo Quadrifoglio Verde offre autoradio, cerchi in lega, climatizzatore, controllo di stabilità e fendinebbia. Consigliamo di spendere 920 euro in più per il Premium Pack che comprende clima automatico bizona, sensori di parcheggo, bracciolo anteriore e comandi al volante per radio e telefono.

Alfa Romeo MiTo 1.4 Turbo Quadrifoglio Verde: il test

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