• pubblicato il 03-10-2010

Audi A1 1.6 TDI: il test

di Marco Coletto

Dopo le delusioni della 50 (1974-1978) e della A2 (1999-2005) l'Audi ritorna nel segmento delle piccole con la A1. Nella prova completa di Panoramauto (sul numero di ottobre in edicola) potrete vedere se la "baby" di Ingolstadt ha le carte in regola per competere con Alfa Romeo MiTo, Citroën DS3 e Mini.

Dal punto di vista dell'immagine l'ultima nata dei quattro anelli ha colpito nel segno, per quanto riguarda il piacere di guida il pianale condiviso con Seat Ibiza, Skoda Fabia e Volkswagen Polo è una garanzia. Nelle curve rimane sempre incollata a terra, se si esclude una leggera (e mai pericolosa) propensione del retrotreno a "scivolare". Lo sterzo, morbido in manovra, diventa sempre più consistente all'aumentare della velocità mentre le delusioni arrivano dal motore 1.6 turbodiesel TDI da 105 CV: pronto ai bassi regimi, fiacco in allungo e penalizzato da un cambio con sole cinque marce.

In città l'assetto rigido (abbinato ai cerchi da 17", optional a 1.420 euro ma montati sulla vettura in prova) non è divertente come sulle strade statali: ogni minima deformazione dell'asfalto si ripercuote nell'abitacolo. La visibilità posteriore è scarsa: i montanti spessi e la coda inclinata rendono quasi indispensabili i sensori di parcheggio (375 euro).

Passiamo agli interni: la plancia ha una qualità superiore persino alla sorella maggiore A3, sia per quanto riguarda i materiali che gli assemblaggi. La posizione di guida bassa con volante e sedile ampiamente regolabili consente a chiunque di trovare la giusta sistemazione. Dietro la situazione è diversa: le gambe stanno comode, la testa no. Il bagagliaio, in compenso, è più grande di quello di Mini e MiTo.

Come da tradizione Audi, anche sulla A1 il listino degli optional è chilometrico. Visto il prezzo di listino, oltretutto, molti di questi accessori non starebbero male nella dotazione di serie: luci diurne a LED (1.025 euro con i fari allo xeno), computer di bordo (205 euro), cruise control (285 euro), poggiabraccio anteriore (140 euro), comandi sul volante (330 euro), fendinebbia (175 euro) e climatizzatore automatico (410 euro). I consumi si aggirano intorno ai 18 km/l, la garanzia è di soli due anni.

La dotazione di sicurezza è abbastanza completa; sei airbag, ESP, differenziale elettronico XDS, appoggiatesta anti colpo di frusta e attacchi Isofix. Mancano solo i cuscini per le ginocchia (non disponibili nemmeno a pagamento). La frenata eccellente è la ciliegina sulla torta.

Audi A1 1.6 TDI: il test

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