• pubblicato il 03-07-2011

Audi A6: la prova completa

di Marco Coletto

I giornalisti di Panoramauto hanno testato la quarta generazione dell'ammiraglia dei quattro anelli. Finiture eccellenti e qualche pecca di troppo: il cambio, i freni e la dotazione di serie povera. Il verdetto sul numero di luglio

Non fatevi ingannare dal design simile al modello precedente: la quarta generazione dell'Audi A6 è un'auto completamente nuova. I giornalisti di Panoramauto hanno avuto modo di provare il motore turbodiesel più potente (per il momento) in listino: il 3.0 TDI da 245 CV. Il verdetto sul numero di luglio.

L'ammiraglia dei quattro anelli è un po' troppo ingombrante per la cittàlunga 4,92 metri): alcuni dispositivi elettronici come il park control (925 euro), la telecamera (535 euro) o il sistema di parcheggio automatico (1.390 euro) possono venire in soccorso ma si pagano a parte. L'unico modo per godersi la vettura nel traffico è assaporare il silenzio offerto dal sistema Start/Stop nelle soste e il grande comfort delle sospensioni (questo nonostante la vettura del test montasse l'assetto sportivo, 465 euro).

Nelle curve la "segmento E" dei quattro anelli è agile come una sportiva, malgrado pesi ben 1.765 chili. Lo sterzo è tanto rapido quanto preciso, il rollio è inesistente e l'eccezionale spinta ai bassi regimi (unita ad un fantastico allungo) del motore permette di togliersi numerose soddisfazioni. Il cambio S tronic a doppia frizione a sette rapporti è rapido in modalità automatica mentre optando per i comandi sequenziali gli innesti arrivano in ritardo.

Il cruise control (320 euro) è un accessorio indispensabile per chi viaggia spesso in autostrada. Sulle tratte a pedaggio l'ultima nata di Ingolstadt presenta alti e bassi: il sound del propulsore non è mai fastidioso mentre il cambio (qualche strattone di troppo in coda) e i freni (non semplici da dosare) deludono.

L'abitacolo rasenta la perfezione: la qualità è altissima anche nei punti più nascosti della plancia, sia alla voce "materiali" che in quella "assemblaggi". Lo spazio è sufficiente per quattro persone: il quinto è penalizzato dall'ingombrante tunnel della trasmissione e dai pochi centimetri a disposizione della testa. Il bagagliaio ha un volume simile a quello delle rivali ma la versatilità si limita alla possibilità di abbattere il divano 60/40.

I consumi sono sorprendenti: nonostante un motore da tre litri, la trazione integrale, il cambio automatico e il peso elevato l'ammiraglia dei quattro anelli ha fatto registrare 14,5 km/l. Come da tradizione Audi la dotazione di serie è scarna: i sedili a regolazione elettrica (2.970 euro), lo specchietto fotocromatico (195 euro), il navigatore (2.830 euro) e il Bluetooth (820 euro) sono optional. La garanzia, oltretutto, copre solo i primi due anni di vita della vettura.

Anche per quanto riguarda la sicurezza bisogna mettere mano al portafogli: 2.355 euro per l'adaptive cruise control con funzione Stop&Go e Audi pre sense front (che gestisce la distanza dal veicolo che precede da 0 a 250 km/h, aiuta a prevenire i tamponamenti e riduce le eventuali conseguenze), 890 euro per il side assist e 655 euro per l'active lane assist (che aiuta a rimanere in carreggiata). I freni sono degni di una sportiva.

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