Iveco Campagnola
  • pubblicato il 12-02-2011

Auto usate - Il flop: Iveco Campagnola (2009)

di Marco Coletto

La 4x4 torinese (prodotta in Spagna) aveva una meccanica obsoleta e un motore prontissimo ai bassi regimi. Imbattibile in fuoristrada, deludente su asfalto. Disponibile in soli 499 esemplari, ha mantenuto alto il valore dell'usato nonostante lo scarso successo di pubblico

Non chiamatela SUV. L'Iveco Campagnola é una fuoristrada dura e pura come poche altre. La base meccanica non é all'ultimo grido (mancano sia la scocca portante che le sospensioni a ruote indipendenti) mentre il motore é prontissimo fin dai bassi regimi. Nonostante lo scarso successo di pubblico ha mantenuto alto il valore sul mercato dell'usato: merito dei soli 499 esemplari disponibili in commercio. Scopriamo i pregi e i difetti.

ABITABILITÀ - I posti sono solo quattro ma per accedere a quelli posteriori bisogna passare dal… bagagliaio (non esiste un sistema per reclinare i sedili anteriori). Ottimo lo spazio per la testa, scarso quello per le spalle.

FINITURA - Gli interni sono parecchio spartani. La plancia é realizzata con plastiche rigide e poco gradevoli alla vista e non mancano parti di lamiera nell'abitacolo.

DOTAZIONE DI SERIE - L'antifurto, l'autoradio e il climatizzatore sono appena sufficienti. Il plus arriva dai sedili in pelle.

CAPACITÀ BAGAGLIAIO - Con tutti e quattro i posti occupati lo spazio latita (e oltretutto bisogna lasciare entrare e uscire i passeggeri posteriori). Abbattendoli la situazione migliora decisamente.

POSTO GUIDA - Difficile trovare la posizione ideale, visto che il volante non é regolabile e il sedile é sempre troppo avanzato.

CLIMATIZZAZIONE - L'impianto non conosce vie di mezzo: né nell'erogazione (o troppo potente o troppo poco) né nella temperatura. I passeggeri posteriori non ricevono abbastanza aria.

SOSPENSIONI - Persino quelle anteriori hanno molle a balestra. La vecchia Fiat Campagnola era decisamente più evoluta. E non é una battuta.

RUMOROSITÀ - Tutto provoca disturbo: gli ammortizzatori, il motore e l'aerodinamica. Potete pure buttare la radio offerta di serie…

MOTORE - Il 3.0 turbodiesel quattro cilindri da 177 CV e 400 Nm di coppia é il punto forte della vettura, nonostante l'eccessiva rumorosità. La spinta é già poderosa a quota 1.000 giri.

CAMBIO - La trasmissione manuale a sei marce comprende anche le ridotte. La leva tende ad impuntarsi e il pedale della frizione é durissimo. Un automatico sarebbe stato gradito…

STERZO - Lento, impreciso e pesante. Impossibile trovargli dei pregi.

PRESTAZIONI - Nonostante la possente spinta offerta dal motore lo scatto delude: molte rivali dirette appaiono più vivaci.

DOTAZIONE DI SICUREZZA - A parte l'ABS non c'é altro. Nemmeno gli airbag frontali.

VISIBILITÀ - A causa dei grandi montanti e della ruota di scorta posteriore sporgente parcheggiare può diventare un problema. La percezione degli ingombri é soddisfacente solo nella zona anteriore.

FRENI - Non aspettatevi gli spazi d'arresto di una SUV. A bordo della Campagnola bisogna avere tre occhi per prevenire ed evitare qualsiasi stop improvviso.

TENUTA DI STRADA - Il bloccaggio del differenziale posteriore consente di affrontare qualsiasi ostacolo in fuoristrada. Su asfalto é sconsigliata a causa del baricentro alto, dello sterzo poco rassicurante e dell'assenza di controlli elettronici.

PREZZO - Da nuova costava 36.745 euro. Oggi si trova a circa 27.500 euro, quanto una Toyota RAV4 2.2 D-4D appena uscita dal concessionario.

TENUTA DEL VALORE - Eccellente, nonostante i numerosi difetti della vettura e lo scarso interesse da parte del pubblico. Il motivo sta nei 499 esemplari realizzati: le edizioni limitate fanno sempre gola.

CONSUMO - 9 chilometri con un litro dichiarati sono tantissimi, senza se e senza ma.

GARANZIE - La copertura globale scade quest'anno. Fate molta attenzione al mese di immatricolazione.

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Auto usate - Il flop: Iveco Campagnola (2009)

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