• pubblicato il 03-07-2011

Chevrolet Orlando: il test

di Marco Coletto

La monovolume coreana offre sette posti a meno di 25.000 euro ma è troppo rumorosa, poco ergonomica e non molto stabile. La prova completa su Panoramauto di luglio

La Chevrolet Orlando è una delle poche auto a sette posti che costano meno di 25.000 euro. La grande monovolume coreana (rivale diretta della Fiat Freemont) con il motore 2.0 Diesel da 163 CV è stata testata a fondo dai giornalisti di Panoramauto. La prova completa sul numero di luglio.

Le dimensioni esterne ingombranti (4,65 metri di lunghezza) non sono il massimo per affrontare la città. Eppure la MPV asiatica riesce a cavarsela anche nel traffico urbano: merito del propulsore sufficientemente sveglio per seminare al semaforo scooter e autobus, di sospensioni che assorbono bene le sollecitazioni dell'asfalto e dei sensori di parcheggio di serie.

La sufficienza arriva anche alla voce "piacere di guida": lo sterzo e il cambio non esaltano ma non deludono nemmeno e il motore offre un'erogazione fluida sia sui percorsi ricchi di curve che in autostrada. Peccato solo per il pedale del freno poco modulabile. Il comfort è penalizzato da un'eccessiva rumorosità: colpa di un abitacolo male insonorizzato.

I posti della terza fila vanno bene solo per dei ragazzi e quando non vengono utilizzati si possono nascondere a filo del pianale. L'operazione, ostacolata dalla cappelliera, non è però semplice. La posizione di guida è buona (salvo per la gamba destra che tocca la consolle centrale) mentre le finiture deludono. Il bagagliaio offre una capienza soddisfacente in configurazione a cinque posti, con due sedili in più c'è spazio solo per delle ventiquattr'ore.

Il prezzo di 24.551 euro è particolarmente basso e la dotazione di serie è completissima: climatizzatore, navigatore, autoradio Mp3 e computer di bordo. La garanzia di 3 anni o 100.000 km è buona, così come i consumi. Su un'auto così alta e così poco aerodinamica 11,6 km/l rilevati sono un valore discreto. Rivenderla sul mercato dell'usato potrebbe non essere semplice: il marchio Chevrolet (ex Daewoo) è ancora poco rinomato.

La sicurezza è stata tenuta in grande considerazione: ABS, sei airbag, attacchi Isofix, ESP e fendinebbia sono compresi nel prezzo. Occhio, però, a non esagerare con la velocità: nella guida sportiva sottosterza parecchio e il peso tende a spostarsi sul lato esterno. Un consiglio: non disinserite mai il controllo di stabilità.

Chevrolet Orlando: il test

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