Fabbrica Ferrari
  • pubblicato il 12-05-2010

Ferrari: scioperi e scontri tra sindacati e azienda

di Marco Coletto

Quattro ore ieri, due oggi. I lavoratori di Maranello stanno incrociando le braccia contro due proposte dell'azienda ritenute inaccettabili: i prepensionamenti volontari e le esternalizzazioni di attività non cruciali

Gli operai della fabbrica Ferrari di Maranello sono in sciopero. All'origine della protesta (durata quattro ore ieri e due oggi) il mancato saldo dei premi di produzione 2009 e un futuro fatto di prepensionamenti volontari ed esternalizzazioni di attività secondarie.

Sono passati solo tre anni da quando la Ferrari fu eletta "miglior posto in cui lavorare", ora la situazione è ben diversa. Nell'impianto di Maranello, come da altre parti, la crisi economica è arrivata da tempo (600 dipendenti su 2.500 sono già in cassa integrazione). Ma l'ultima discussione con l'azienda non ha soddisfatto i sindacati e le Rsu (rappresentanze sindacali unitarie).

Dopo un incontro tra le parti nella sede di Confindustria Modena, dove si sarebbero dovuti stabilire i termini economici del saldo del premio di produzione riferito al 2009 (il cui pagamento era previsto entro la fine di aprile), la dirigenza ha risposto "picche". «Non sono stati raggiunti gli obiettivi né industriali né sportivi che erano stati concordati», ha dichiarato la Ferrari in una nota. La Casa di Maranello ha inoltre messo sul tavolo altre due proposte: l'esternalizzazione delle attività non cruciali (tutto quello che non riguarda lo sviluppo dei prodotti, l'innovazione tecnologica e la gestione dei clienti e dei mercati) e un piano di prepensionamenti volontari.

Secondo i sindacati tutto questo significherebbe 270 esuberi (150 operai e 120 impiegati), il Cavallino si appella alle nuove condizioni di mercato che richiedono una maggiore flessibilità. L'obiettivo della Casa di Maranello è di mantenere i 100 giovani lavoratori con contratto a termine presenti in azienda e attuare una politica di produzione più "rapida". In un'altra nota la Ferrari ha dichiarato di dover «essere pronta a rispondere alle richieste dei mercati emergenti con maggiore flessibilità. I nuovi clienti apprezzano le nostre vetture, ma non sempre sono disposti ad aspettare più di un anno per averle».

La situazione è tutt'altro che risolta: nella prossima assemblea dei lavoratori - programmata per venerdì - verranno decise le prossime mosse, anche se l'ala dura vorrebbe continuare ad oltranza già dalla giornata di domani. Quel che è certo che l'industria automobilistica modenese non sta attraversando un buon periodo: oltre ai problemi in Ferrari, da tempo si parla di uno spostamento della produzione Maserati a Torino.

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