• pubblicato il 01-08-2010

Honda CR-Z Gt Plus i-Pilot: il test

di Marco Coletto

Dopo aver deluso nel nostro "primo contatto" la sportiva ibrida giapponese è stata provata dai giornalisti di Panoramauto. Motore pronto ai bassi regimi ma fiacco agli alti, serbatoio minuscolo

La Honda CR-Z è un'ibrida fuori dal coro: a differenza delle cugine Insight e Civic Hybrid (per non parlare della "compaesana" Toyota Prius) aggiunge al risparmio di carburante la sportività. Dopo aver deluso nella nostra rubrica "primo contatto" la briosa giapponese è stata testata dai giornalisti di Panoramauto. Il verdetto sul numero di agosto.

La coupé nipponica non nasconde la grinta: sia nel design (le linee affusolate e aerodinamiche sono un richiamo alla vecchia CRX degli anni '80) che nel motore, un 1.5 a benzina che - grazie al supporto di un propulsore elettrico - genera 124 CV. Senza dimenticare il cambio manuale a sei marce: un debutto assoluto in questa categoria di vetture.

Premendo il tasto Sport ci si può divertire: le batterie forniscono la massima potenza disponibile mentre l'erogazione e il carico sul volante subiscono modifiche. Non aspettatevi, però, una belva nata per affrontare i cordoli: l'assetto non è eccessivamente rigido e il motore illude con una spinta poderosa ai bassi regimi per poi apparire eccessivamente pigro agli alti (9,3 secondi rilevati - contro i 9,9 dichiarati - per accelerare da 0 a 100 km/h).

La città non è il suo habitat naturale: l'affascinante e particolare zona posteriore penalizza la visibilità in manovra (per fortuna i sensori di parcheggio sono di serie). Il comfort offerto dalle sospensioni è invece discreto e il sistema start&stop se la cava egregiamente. Il pulsante Econ permette di diminuire ulteriormente consumi ed emissioni ma toglie alla vettura qualsiasi velleità sportiva.

In autostrada, grazie all'aerodinamica curata e al motore silenzioso, la CR-Z è molto comoda ma sa anche regalare una buona ripresa (scalando marcia) grazie all'intervento delle batterie. Frenata pronta e precisa, autonomia scarsa: il serbatoio può contenere solo 40 litri di carburante.

La coupé ibrida giapponese è di fatto una due posti - i sedili dietro vanno bene soltanto per dei bambini - e il bagagliaio soddisfa solo abbattendo il divanetto posteriore. La plancia è caratterizzata da un design futuristico e da comandi non sempre intuitivi: gli assemblaggi sono buoni ma la qualità delle plastiche lascia a desiderare.

Ad un prezzo di 28.251 euro la CR-Z nell'allestimento più lussuoso Gt Plus i-Pilot offre radio CD/Mp3, cerchi in lega, climatizzatore automatico, ESP, fari allo xeno, fendinebbia, navigatore satellitare e tetto apribile. La cifra è elevata (la Volkswagen Scirocco, seppur meno dotata, costa circa 3.500 euro in meno) ma la tecnologia ibrida contribuisce a ridurre i consumi - anche se i valori rilevati (oltre 14,5 km/l) sono ben lontani dai 20 dichiarati - e la garanzia è di tre anni o 100.000 km.

Dal punto di vista della sicurezza, la CR-Z se la cava bene. La coda, che tende a "chiudere" in fase di rilascio, viene "riportata" sulla retta via dal controllo di stabilità e lo sterzo preciso facilita il controllo. Buona la tenuta di strada, grazie all'assenza di sottosterzo (a meno che non si esageri). La dotazione comprende anche sei airbag, appoggiatesta attivi e ganci Isofix per i sedili posteriori. Frenata discreta, non da sportiva.

Honda CR-Z Gt Plus i-Pilot: il test

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