• pubblicato il 12-06-2011

Honda Jazz Hybrid: il test

di Marco Coletto

La piccola giapponese a doppia alimentazione benzina/elettrica ha una garanzia lunga ma delude nel prezzo, nello sterzo e nei freni. La prova completa su Panoramauto di giugno

La Honda Jazz Hybrid è la prima piccola a doppia alimentazione benzina/elettrica in listino. L'ultima nata della Casa giapponese è stata testata dai giornalisti di Panoramauto: la prova completa sul numero di giugno.

I consumi, a dire il vero, non sono eccezionali: molte rivali turbodiesel riescono a percorrere più di 22,2 km/l (21,7 in città) e sono oltretutto avvantaggiate dal gasolio più economico. L'avviamento del motore 1.3 è effettuato da un modulo elettrico posizionato tra il propulsore stesso e il cambio e il sistema IMA, oltre ad offrire 14 CV in più, regala uno scatto più pronto e una ripresa briosa.

Alle basse velocità la frenata (gestita da un modulo/generatore) è poco intuitiva mentre il comfort è garantito da un assetto morbido e da pneumatici 175/65. La linea di cintura bassa e il lunotto ampio contribuiscono ad aumentare la visibilità (anche se quella anteriore è penalizzata dal muso spiovente).

Come noto, i vantaggi della tecnologia ibrida si notano soprattutto in città ma anche in autostrada la piccola nipponica riesce a convincere: basta impostare il cruise control di serie e farsi coccolare da un abitacolo insonorizzato. Meglio invece non cercare il piacere di guida: la vettura è molto incline al rollio e nelle curve, seppur stabile, risulta impacciata. Il propulsore è orientato più alla riduzione dei consumi che alle prestazioni e il cambio CVT (con sette rapporti selezionabili manualmente) è rapido nella risposta.

Bisogno di spazio? La Jazz Hybrid ne ha a volontà: basta arretrare il divano e inclinare lo schienale per avere a disposizione un mare di centimetri. Merito anche del pavimento piatto: i tecnici della Honda sono riusciti a mantenerlo nonostante la presenza delle batterie sotto il pianale. Chi deve caricare molti bagagli può invece beneficiare di un grande vano, ampliabile in un attimo abbattendo i sedili posteriori con una sola leva. La plancia, realizzata con materiali di bassa qualità (ma ben assemblati), è caratterizzata dalla presenza di pulsanti poco ergonomici e da numerosi portaoggetti.

Il prezzo di 18.701 euro non è basso: le rivali turbodiesel (che consumano oltretutto meno) hanno un prezzo di listino più accattivante. In compenso la dotazione di serie è molto ricca (climatizzatore automatico, cruise control, comandi al volante, radio MP3 con ingressi USB e Aux e tetto panoramico), così come quella di sicurezza (otto airbag, ESP e poggiatesta anteriori anti colpo di frusta), corredata dalle cinque stelle Euro NCAP.

Honda Jazz Hybrid: il test

L'opinione dei lettori