• pubblicato il 12-09-2010

Hyundai i30 CW 1.6 CRDi Special: il test

di Marco Coletto

Piccolo prezzo, grande spazio: la Hyundai i30 CW 1.6 CRDi Special è una station wagon compatta ma costa come un'utilitaria (16.791 euro). Su Panoramauto di settembre potrete trovare dieci buone (e meno buone) ragioni per acquistarla.

Impossibile non cominciare un giudizio sulla familiare coreana senza affrontare l'argomento listino: l'unica in grado di tenerle testa è la "gemella" (sono realizzate sullo stesso pianale) Kia cee'd Sporty Wagon (17.451 euro). Tutte le altre rivali (Ford Focus SW e Peugeot 308 SW, ad esempio) sono più care di circa 2.000 euro.

La dotazione di serie è più che sufficiente per chi si accontenta: antifurto, radio CD/Mp3 con comandi al volante, climatizzatore manuale, ESP e fendinebbia. Impossibile, però, costruirsi l'auto su misura: gli unici optional sono la vernice metallizzata (460 euro) e il filtro antiparticolato (500 euro).

Oltre ad essere economica di listino la familiare coreana offre consumi davvero bassi: il motore 1.6 turbodiesel CRDi da 90 CV abbinato ad un cambio manuale a sei marce permette alla i30 di percorrere 21,3 km/l dichiarati e 17-18 rilevati. Allo stesso prezzo è disponibile la variante GPL con un propulsore 1.4 da 109 CV, ma se percorrete molti chilometri è meglio quella a gasolio.

Alla guida non brilla particolarmente: lo sterzo lento e le sospensioni morbide non sono il massimo per chi ama aggredire le curve. Il sottosterzo è sempre in agguato e i pochi cavalli del propulsore faticano a muovere gli oltre 1.400 kg della vettura.

Se non avete una famiglia numerosa né grosse esigenze di versatilità una station wagon può essere sufficiente per affrontare i viaggi: cinque persone stanno comode (tranne che all'altezza delle spalle) e il bagagliaio può contenere fino a 1.395 litri abbattendo lo schienale posteriore sdoppiato. Mancano però dei "plus" importanti come reti di contenimento o doppi fondi. Brutta notizia per chi ha dei figli: non c'è traccia degli attacchi Isofix.

L'unica vera nota dolente della i30 CW è l'immagine. Acquistare questo modello porta automaticamente nella categoria del "vorrei ma non posso": soprattutto nel povero allestimento Special che non prevede i cerchi in lega e ha un abitacolo dall'aspetto "cheap". Senza dimenticare la rivendibilità sul mercato dell'usato.

Per quanto riguarda la sicurezza c'è da stare tranquilli: la dotazione comprende sei airbag, controllo di stabilità e poggiatesta anteriori attivi. La tenuta di strada è sicura mentre la frenata è penalizzata da un pedale un po' cedevole. Nei crash-test Euro NCAP la berlina ha preso cinque stelle.

Il motore non è un fulmine di guerra (soprattutto a pieno carico) però non accusa "vuoti" ai bassi regimi. Non avrebbe fatto male qualche cavallo in più, giusto per migliorare l'allungo e la risposta intorno ai 3-4.000 giri. La frizione morbida non fa sentire la mancanza del cambio automatico.

La garanzia è eccellente: cinque anni a chilometraggio illimitato, tre anni per la verniciatura, dieci per la corrosione e due per batteria e ricambi. Ovviamente a patto di effettuare tutti i tagliandi presso la rete ufficiale della Casa. Vista la scarsa richiesta di i30 CW sul mercato delle vetture di seconda mano (e il conseguente tracollo delle quotazioni dei pochi esemplari disponibili) è meglio acquistarla e tenerla a lungo.

Hyundai i30 CW 1.6 CRDi Special: il test

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