• pubblicato il 17-04-2011

Renault Wind: la prova completa

di Marco Coletto

La spider transalpina basata sulla Twingo ha dei freni eccellenti e un bagagliaio molto capiente. Peccato che la visibilità non sia il massimo. I giornalisti di Panoramauto l'hanno testata: l'esito sul numero di aprile

L'estate sta arrivando e la voglia di spider cresce. La Renault Wind è una delle poche scoperte in listino disponibili a meno di 20.000 euro. I giornalisti di Panoramauto l'hanno provata: il verdetto sul numero di aprile.

La sportiva francese ha il pianale e i motori che derivano da quelli della Twingo (che a sua volta ha molti elementi in comune con la vecchia Clio) e monta un tetto rigido capace di scomparire nell'abitacolo in soli 12 secondi senza rubare spazio al bagagliaio.

Gli interni, ispirati a quelli della citycar transalpina da cui deriva, sono più gradevoli alla vista ma conservano finiture di bassa qualità. Il parabrezza basso può dare fastidio ai più alti mentre i sedili in pelle (850 euro) sono ben realizzati.

Il comportamento stradale è ottimo: la gommatura generosa e il rollio limitato aumentano il piacere di guida in ogni curva. Senza dimenticare il motore 1.6 a benzina da 133 CV, ideale per chi ama girare vicino alla zona rossa del contagiri (è aspirato). Le sospensioni sono rigide quanto basta mentre lo sterzo è poco sensibile ma abbastanza preciso.

In città bisogna fare i conti con un comfort ridotto ai minimi termini: gli ammortizzatori non sono adatti ad affrontare il pavé e il minuscolo lunotto posteriore penalizza la visibilità in parcheggio (i sensori costano 218 euro, montaggio escluso). Il bagagliaio è molto capiente ma poco sfruttabile: consigliamo l'utilizzo di borse morbide.

La sicurezza è garantita dagli airbag per le ginocchia del conducente e da freni eccellenti (gli spazi di arresto sono praticamente identici a quelli della Porsche 911). I consumi sono nella norma (11 km/l rilevati) mentre la garanzia è di soli due anni.

Renault Wind: la prova completa

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