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  • pubblicato il 05-01-2011

Tata punta sul motore ad acqua

di Marco Coletto

La Casa automobilistica indiana ha investito 15 milioni di dollari (oltre 11 milioni di euro) in una tecnologia in grado di separare l'ossigeno dall'idrogeno. Un'alternativa concreta ai combustibili fossili o una bufala colossale?

Mentre le maggiori Case automobilistiche concentrano i propri sforzi sull'auto elettrica la Tata ha deciso di puntare sul motore ad acqua.

Secondo il quotidiano Times of India la Casa indiana ha investito 15 milioni di dollari (poco più di 11 milioni di euro) in una tecnologia creata da ricercatori del MIT (Massachussetts Institute of Technology) che sfrutta un catalizzatore in grado di separare l'ossigeno dall'idrogeno. Quest'ultimo verrebbe immagazzinato in forma compressa.

Non è la prima volta che il colosso asiatico cerca strade alternative ai combustibili fossili: nel 2008 acquistò dall'ingegnere francese Guy Negre il motore ad aria compressa, che si rivelò fallimentare (alti costi di produzione e formazione di ghiaccio all'interno del vano propulsore).

Il motore ad acqua rischia di fare la stessa fine: lo stoccaggio dell'idrogeno liquido (soluzione già testata ed accantonata da BMW) richiede serbatoi giganteschi  (che occupano quasi interamente il vano bagagli) capaci di mantenere al loro interno una temperatura non superiore a -253°C...

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