• pubblicato il 09-06-2011

Volkswagen Tiguan restyling: la nostra prova completa

di Marco Coletto

Design più simile alla sorella maggiore Touareg, motori più parchi e un mare di tecnologia a disposizione: queste le modifiche a cui è stata sottoposta la SUV compatta di Wolfsburg a quattro anni dal lancio. La versione 2.0 TDI 140 CV 4motion Sport & Style (quella che dovrebbe essere la più venduta) non ci ha però convinto del tutto

La Volkswagen Tiguan restyling non è molto diversa dal modello attualmente in listino nato quattro anni fa. Nel design ora ricorda una Touareg in miniatura, i motori sono più parchi e sono disponibili molti più accessori tecnologici (come il sistema di riconoscimento della stanchezza del guidatore). Abbiamo avuto modo di provare la versione 2.0 TDI 140 CV 4motion Sport & Style, quella che dovrebbe essere la più venduta (è possibile ordinarla da ieri mentre il porte aperte è previsto per il weekend del 17-18 settembre): la SUV di Wolfsburg, con questo propulsore, non ci ha però convinto del tutto.

La Sport Utility tedesca conserva gran parte dei pregi (e dei difetti) della vettura che ha conquistato 35.000 clienti in tutta Italia: un abitacolo spazioso per quattro persone (in tre dietro si sta stretti), una plancia ben rifinita (le plastiche morbide rivestono la parte superiore fino alla base del parabrezza, in basso sono invece un po' troppo rigide), un bagagliaio capiente e una dotazione di serie da arricchire (gli unici accessori fondamentali standard sono il climatizzatore, i cerchi in lega da 17" e i fendinebbia).

Il comfort è garantito da sospensioni soffici al punto giusto e da un'insonorizzazione eccellente. Il motore 2.0 turbodiesel TDI da 140 CV è silenzioso ma preferisce gli alti regimi ai bassi, il cambio ha una manovrabilità priva di pecche e una prima marcia cortissima utile nella guida in fuoristrada e lo sterzo è uno dei migliori della categoria. Le prestazioni non sono eccezionali: in ripresa è necessario scalare marcia.

Il restyling ha arricchito la dotazione di sicurezza: all'ABS, agli airbag frontali, laterali e per la testa e all'ESP si aggiungono il sensore pioggia e lo specchietto retrovisore con funzione antiabbagliamento. Nelle curve il rollio è praticamente inesistente, i freni sono pronti e sinceri e solo la visibilità accusa qualche defaillance a causa del voluminoso montante anteriore.

Buone notizie per quanto riguarda il prezzo: 31.251 euro sono tanti ma sono anche 1.250 meno rispetto alla generazione attuale. I consumi dichiarati sono nella norma (16,7 km/l) mentre la garanzia è di soli due anni: un'inezia rispetto a quanto offerto dalle rivali dirette giapponesi e coreane.

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