• pubblicato il 11-04-2012

Berta Benz, la prima donna a guidare un'auto

di Junio Gulinelli

Nel 1888 condusse per la prima volta un'auto per oltre 100 km, la Benz Patent-Motorwagen

Che il mondo dei motori non sia solo “al maschile”, noi ne siamo profondamente convinti. È un dato di fatto che possiamo ormai dare per scontato. Un altro “fatto” molto significativo in questo senso, e forse che non tutti conoscono, è che a guidare per la prima volta un'auto fu proprio una donna.

Il suo nome era Berta Benz, moglie dell'inventore Karl Benz (il cui nome è legato al marchio Mecedes Benz), il pioniere del primo motore a combustione interna a due tempi. Nel 1888 guidò la Benz Patent-Motorwagen (prototipo del marito) per ben 106 Km da Mannheim a Pforzheim, il paesino della Germania meridionale dove si trovava sua madre.

Senza l'ausilio di meccanici o ingegneri

All'epoca questi primi prototipi di automobili venivano collaudati solo da meccanici e ingegneri specializzati, e soprattutto per brevissime distanze. Berta, però, decise di compiere questa impresa per dare risonanza e riconoscimento, oltre a trovare finanziamenti, per l'enorme lavoro che il marito stava portando avanti ormai da anni. Si trattò dunque di un evento mediatico, una sorta di inconsapevole ma geniale mossa di marketing, per attrarre l'attenzione dei mezzi di comunicazione e della società.

Sola con i suoi due figli

Come aiutanti per questa impresa storica, Berta si porto i due figli, e fu una scelta azzeccata visto che ad ogni salita ripida questi dovevano scendere e spingere l'auto, ancora dotata di una scarsissima potenza... Durante la lunga giornata che impiegò per percorrere questi cento chilometri, la Benz si dimostrò una donna dalle mille risorse: iniziò il viaggio alle prime ore dell'alba e lo portò a termine ormai al tramonto. A quell'epoca certo non si poteva fare affidamento sulle officine di riparazione o sui benzinai... tanto meno su strade pensate per veicoli ancora non esistenti.

...una donna dalle grandi risorse

E così per raggiungere la sua meta si fece aiutare lungo la strada da ciabattini, bottegai e fabbri, meccanici improvvisati. La Benz Patent-Motorwagen non si poteva sicuramente definire un auto affidabile e, lungo il cammino, non furono poche le avarie che emersero al motore di questa macchina preistorica.

A lei dobbiamo le marce...

Oltre ad esser riuscita ad attrarre l'attenzione su un'invenzione che avrebbe rivoluzionato il mondo (e che iniziò ad apparire sulle pagine dei periodici di tutti i paesi), a Berta Benz va anche il merito di aver portato suggerimenti che poi contribuirono allo sviluppo di quel progetto introducendo migliorie sostanziali al prototipo del marito. Tra le sue raccomandazioni, ad esempio, ci fu quella di introdurre una marcia addizionale per le salite più ripide e di creare dei rivestimenti per i freni che ne migliorassero il rendimento.

Ecco un bell'aneddoto che per una volta ci fa uscire dall'eterna rivalità uomo donna e che ci fa scoprire che, agli albori dell'automobile, l'ingegno di un uomo e la determinazione di una donna, uniti insieme, diedero il via alla storia del mezzo di trasporto più diffuso al mondo.

D'altronde si sa, 'dietro ogni grande uomo c'è sempre una grande donna'...

Foto: Wikipedia

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