• pubblicato il 05-11-2012

Le donne nel settore dei trasporti, un esercito in crescita contro la cultura “machista”

Dagli Stati Uniti all'Italia, le organizzazioni che reclamano più presenza femminile in un settore da sempre maschile

Quello dei trasporti, come tutti i settori legati ai motori, è un ambito ancora dominato dagli uomini, nonostante la mancanza di autotrasportatori e la sempre maggiore richiesta di parità. Tuttavia, in diverse parti del mondo, c'è chi si batte per portare avanti il cambiamento in un settore forse tra quelli, da sempre, più associati all'uomo...

Ellen Voie è una di loro. La sua organizzazione, “Women in Trucking”, con il supporto di Volvo Trucks, ha contribuito a garantire che oggi gli Stati Uniti sia il paese che vanta, al mondo, il numero più elevato di camioniste donne.

In tutta Europa solo l'1% di autotrasportatori è rappresentato dal gentil sesso. Un numero esiguo ma, a parte gli States, questo è il panorama mondiale. Allo stesso tempo, però, l'industria dei trasporti ha disperatamente bisogno di più “drivers”. Nelgi Stati Uniti la situazione, ad esempio, è migliorata anche grazie a  Women in Trucking che ha aiutato il settore a vantare una rappresentanza femminile che raggiunge oggi il 5%, in un paese dove gli autotrasportatori sono una comunità di 3.200.000 persone.

Le donne al volante, una grande risorsa, ancora poco sfruttata

Ellen Voie, fondatrice e presidente dell'organizzazione, sostiene che il problema della mancanza di drivers nel settore dei trasporti potrebbe essere risolto anche solo aumentando fino al 10% la presenza femminile in quest'ambito, e a questo proposito ha affermato: “C'è una vecchia cultura maschilista nel settore che non considera le donne capaci o disponibili alla conduzione di camion”.

Proprio per questo motivo Women in Trucking ha, ad esempio, elaborato una guida di reclutamento per le imprese in modo da attrarre più donne ad unirsi a loro. “in primo luogo”, dice Ellen Voie, “le imprese di trasporto e i loro dipendenti di sesso maschile hanno bisogno di una nuova maniera di pensare e dovrebbero imparare a lasciare indietro la cultura machista. Le donne in questo settore stanno abbattendo le barriere e questa è una fonte di irritazione per alcuni uomini. Stiamo lavorando per cambiare questo approccio”.

Ellen Voie fondò Women in Trucking nel 2007 dopo aver lavorato come reclutatrice per una delle più grandi aziende di trasporti degli Stati Uniti, dove scoprì che sono pochissime le donne che lavorano in questa industria, sia come drivers che con altri ruoli.

Le imprese di trasporto non avevano pienamente riconosciuto e preso in considerazione che le donne potevano essere una grande soluzione  e risorsa per risolvere il problema della poca offerta di forza lavoro in questo settore. Ebbene l'organizzazione di Ellen Voie è riuscita in pochi anni a portare un cambiamento positivo, aiutando anche molte donne a mettersi al volante dei tir.

L'organizzazione Women in Trucking può contare ora su 2.000 membri e sta portando avanti una grossa campagna di informazione divulgata per scuole, agenzie governative, politici e aziende di trasporto. “Non è solo il settore dei trasporti, ma l'intera società che può beneficiare di più donne impiegate nelle professioni tradizionalmente femminili. Tra l'altro è noto che le donne al volante sono sinonimo di sicurezza visto che statisticamente sono meno coinvolte in incidenti rispetto agli uomini”, ha sottolineato Ellen Voie.

Svajone Drabatiene, Direttore Brand Development presso Volvo Trucks North America, parlando della collaborazione tra Volvo Trucks e Women in Trucking ha spiegato “E' importante avere modelli femminili e per questo Volvo Tracks sponsorizza Salute to Women Behind the Wheel”, l'evento annuale organizzato da Ellen Voie e la sua organizzazione che celebra le “camioniste”, molte delle quali hanno percorso un milione di miglia senza incidenti.

Non solo negli Usa...

Ma quella americana non è una parentesi isolata, in Europa, infatti, ci sono organizzazioni simili a questa in paesi come Regno Unito, Francia e Svezia. A livello europeo il progetto più grande in quest'ambito è svedese e si chiama Drivers on the road, pensato per aumentare il numero di giovani, immigranti e donne nel settore ed è stato un successo, tanto che molte delle reti che sono state create nel quadro di questo progetto sono ancora attive.

Sempre in Svezia, dal 1999 Volvo Trucks organizza i cosiddetti Ladies  Days, che ogni volta radunano centinaia di partecipanti, il cui obiettivo è suscitare interesse di donne e ragazze nella professione della guida raccontando loro del settore, organizzando incontri con conducenti donne e dando loro la possibilità di guidare camion Volvo.

C'è da dire che in passato i camion e la loro gestione e guida rappresentavano effettivamente un ostacolo per le donne. Oggi, invece, la guida di questi mastodonti delle autostrade non richiede una particolare forza nelle braccia. Le cabine dei tir sono ormai progettate per lavorare e viverci dentro, estremamente confortevoli allo stesso modo per un uomo o un donna e gestibilissimi anche da chi non possiede braccia muscolose.

Dal mondo: la presenza femminile nei trasporti e le associazioni

Per avere un'idea chiara della presenza femminile nel settore dei trasporti, oltre agli Usa dove la percentuale raggiunge il 5.3%, il secondo paese con più donne autotrasportatrici è il Canada con una percentuale del 3.5 %, seguono la Svezia con il 3%, l'Australia, il Regno Unito e la Danimarca con una percentuale tra l'1 e il 2% e l'Europa, in generale con circa l'1%.

Facendo invece una ricerca su altre organizzazioni simili a Women in Trucking che operano per portare più donne nel settore, ci sono “Lady Truck Drivers” in UK, “La Route Au Féminin” in Francia, “Queen of the Road” in Svezia, “NaisPark” in Finlandia, “Kitty Truckers” in Slovenia e in Italia l'associazione “Buona Strada” (http://buonastrada.altervista.org). A rappresentare le donne nel settore dei trasporti in Europa c'è, infine, la “International Lady Truck Drivers Association”.

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