Citroen Tubik Concept - Uno schizzo del frontale
  • pubblicato il 17-10-2011

Come nasce una nuova Citroën: intervista a Carlo Bonzanigo, in esclusiva per Panoramauto.it

di Francesco Irace , Junio Gulinelli

Carlo Bonzanigo, responsabile Concept Cars e Advanced Design del Centro Stile Citroën, si racconta in esclusiva

Intervista all'Ingegner Carlo Bonzanigo, responsabile "Concept Cars e Advanced Design" del Centro Stile Citroën, in esclusiva per Panoramauto.it

Parte 1 -  Il Design:

Perché è importante il design? In una ipotetica scala di importanza, a che livello si pone rispetto alla funzionalità e all’affidabilità?

"Con Design - inteso nella sua accezione più corretta - si intende non solo l’aspetto estetico, ma bensì l’insieme di tutti quegli aspetti progettuali che contribuiscono a rendere un oggetto riuscito sotto tutti i punti di vista: economico, tecnico, ergonomico, estetico, etico e così via. In un  buon Design tutti questi aspetti  convivono pariteticamente e con successo".

Cosa vuole comunicare il design di un'auto?

"Il Design è un linguaggio, un modo di comunicare delle cose. Come l’italiano, il francese o ancora il linguaggio corporale che ognuno di noi usa. Un’automobile appartiene ad un Marchio, ed ogni Marchio rappresenta ed esprime dei Valori propri, e lo fa attraverso vari vettori di espressione quali, ad esempio, il Design. Altri vettori  possono  essere il contenuto tecnologico dei prodotti in questione, il modo con cui la rete di distribuzione li propone al pubblico, le strategie di comunicazione e marketing utilizzate, e cosi’ via. Quindi, se noi Designers facciamo bene il nostro lavoro, dovremmo esser in grado di comunicare, attraverso  volumi, linguaggio formale,  grafica,  colori ,  materiali  tanto le qualità intrinseche del prodotto che stiamo disegnando quanto i Valori del Marchio a cui questo prodotto appartiene. Citroen rappresenta da piu’ di 90 anni audacia e creatività, unita a tecnologie d’avanguardia. Il Design di una Citroen deve quindi sempre trasmettere avanguardismo e innovazione".

Parte 2 - Il Design Citroën:

Quale è stata la strada che ha portato Citroën al radicale cambiamento di stile avvenuto negli ultimi 10/15 anni?

"La rinascita dello stile Citroen risale al 2000, con la volontà dei vertici del Gruppo PSA di rilanciare un Marchio dalle incredibili  potenzialità.  Uno dei vettori di cambiamentio piu’ rapidi ed immediati per un Marchio automobilistico è il Design, di qui l’arrivo del nuovo Direttore del Design Jean Pierre Ploué".

Quali sono gli elementi di continuità e quelli di rottura con il vecchio stile Citroën?

"Dipende : se con vecchio si intende quello degli anni 1980 – 2000, allora la rottura è forte. Erano anni in cui le potenzialità del Marchio erano sottosfruttate.  Se invece ci si riferisce ai decenni precedenti, risalendo sino alla nascita di Citroen, allora c’é forte comunanza di intenti, primo fra tutti quello di creare delle Citroen innovative e coraggiose. C’era già tutto nella nostra storia:  l’audacia e la creatività avevano già accompagnato Citroen per sessant’anni, bastava avere il coraggio di riprendere il testimone dei grandi Maestri del Design delle Citroen del passato, Flaminio Bertoni, Robert Opron, Nuccio Bertone, Marc Dechamps".

Come descriverebbe lo stile Citroën?

"Quella di Citroen e del suo Design è una storia di apertura mentale e di creatività, di audacia nell’innovare, di spirito avanguardista e, diciamolo pure, di un pizzico di magia Un Marchio dalla personalità eclettica, generoso ed ottimista nelle sue creazioni, intelligente ed umano nell’interpretare i bisogni del contesto in cui si è mosso. Questi sono i Valori che hanno ispirato generazioni di Designers Citroën, che hanno cercato di esprimerli attraverso le loro creazioni e nel corso di 9 decenni".

In che direzione va il design Citroën?

"Nel rispetto di quanto detto prima, stiamo separando il linguaggio formale della Gamma DS da quello delle altre Citroen : le vetture della Linea DS avranno un linguaggio formale piu’ scultoreo e plastico, mentre alle altre Citroen daremo un trattamento formale piu’ sobrio ed essenziale. Questa separazione è ben visibile in due vetture che abbiamo appena presentato al Salone di Francoforte, la DS5 di produzione e la Concept Car Tubik".

Parte 3 - Le Concept Car

Quale è il ruolo delle concept car?

"Le finalità delle Concept Cars si sono evolute durante le differenti epoche della storia dell’automobile : una CC è un «mezzo di comunicazione », diretto sia verso l’interno della Casa Automobilistica  che verso il mondo esterno. Un  esercizio dunque atto a comunicare vari messaggi sui 3 differenti assi che compongono l’oggetto automobile, cioé il Design, il contenuto Prodotto ed il contenuto Tecnico. Ciascuno di questi 3 ingredienti è presente in maniera piu’ o meno accentuata. In talune Concept ad esempio non vi è contenuto tecnico di particolare rilievo e la sola grande novità è rappresentata dall’aspetto estetico rivoluzionario (CC Renault Argos del 1994). Ve ne sono altre invece nelle quali le innovazioni tecniche sono talmente forti da mettere in secondo piano l’aspetto estetico (penso ad esempio alla Chevrolet Volt del 2008, che anticipava la piattaforma elettrica sulla quale il Gruppo GM avrebbe costruito il suo futuro). Altre ancora che anticipano una rivoluzione nelle prestazioni che l’oggetto offrirà al Cliente (Renault Scenic CC del 1996 che anticipava il primo monovolume compatto europeo). Il modo di « comunicare » sulle CC si è anch’esso evoluto nei decenni, ma già negli anni ’50 alcuni Costruttori avevano intuito il potenziale che tali vetture offrivano in termini di comunicazione (penso ad esempio alla GM con i suoi « Motorama » itineranti attraverso gli Stati Uniti dal 1950 al 1960)".

Come nasce l'idea?

"In Citroen i rappresentanti dei Dipartimenti Design e Prodotto si riuniscono regolarmente per pianificare  le future Concept in funzione delle varie necessità dell’Azienda. Il punto principale è definire i contenuti dei messaggi che si vogliono trasmettere. In seguito si definisce il «come», cioè attraverso quale concept  comunicarli".

Come si sviluppa il progetto e quali sono le fasi della sua realizzazione?

"Dopo aver redatto un «brief di stile e prodotto», cioè il documento che contiene le linee direttrici del progetto, si parte con la fase di ricerca dello stile, alla quale partecipano tutti i Designers. Una volta scelte le proposte vincenti, si passa alla fase di definizione computerizzata delle superfici. Vengono quindi fresate delle maquettes in scala ridotta o in grandezza naturale e con  materiali di diverso tipo, onde valutare la traduzione nelle tre dimensioni dei disegni scelti. Volumi, proporzioni, superfici, linee, ergonomia  vengono verificati e tutte le correzioni necessarie vengono implementate sino ad arrivare al congelamento dello stile ed al passaggio alla fase di costruzione del prototipo marciante".

Perché alcuni rimangono tali e altri passano in produzione? Come si decide il passaggio?

"Vi sono 3 tipologie di CC.  Le piu’ distaccate dalle realtà della produzione  sono le « Dream Cars »,  espressioni libere e molto avant-gardiste,  spazi di libertà creativa esplorati senza compromessi. Vi sono poi le « Concept Cars » che, come dice il nome, sono esercizi con un forte contenuto concettuale. Si tratta di esplorazioni che presentano nuove tecnologie, nuove strategie stilistiche, o ancora prestazioni  rivoluzionarie, applicabili in serie ad un orizzonte di 6-8 anni. Infine seguono i « Teasers », cioé   veicoli che annunciano ed abituano il Pubblico all’estetica di un prodotto  già terminato e  che sarà lanciato nei mesi successivi." Il passaggio in serie di una « Dream Car » è cosa rarissima, piu’ frequente invece quello di una « Concept Car » Ma attenzione, generalmente quando una Concept passa in produzione si tratta di una strategia ben pianificata. La Concept è disegnata sin dall’inizio con l’idea ben chiara di una futura trasposizione in serie. Questo significa che i grandi parametri che determinano gli equilibri della vettura vengono definiti in funzione di questo passaggio in serie. Parlo della piattaforma, del passo, della dimensione degli sbalzi e delle ruote, della posizione del parabrezza. Qualche rara volta si verifica il caso in cui una Concept è talemente apprezzata dal pubblico o dai vertici della Casa automobilistica che si decide di metterla in produzione. Naturalmente se vi è spazio in Gamma e se le condizioni economiche lo permettono".

Parte 3 - Tubik

Come è nata l'idea della Citroën Tubik e quanto ci è voluto per realizzarla?

"L’idea è nata, come dicevo prima, da un brainstorming con i colleghi del Dipartimento « Produits Futurs » con i quali ci riuniamo regolarmente per pianificare le Concept Car che faremo. Per Tubik siamo partiti dalla constatazione oggettiva che i monovolume di segmento medio non permettono di trasportare piu’ di 5 persone con armi e bagagli. A partire da 6 persone vi è un « effetto soglia »: devi rinunciare ai bagagli. E oggigiorno 6 persone non sono piu’ un caso cosi’ raro.  Con l’evoluzione della nostra società, i sociologi parlano di « gruppi affettivi » per descrivere famiglie « ricomposte » o gruppi di amici che vanno in vacanza insieme. Tubik puo’ quindi ospitare  9 persone offrendo un viaggio intelligente, modulare, « connesso » ed ecologico, grazie all’intelligenza della sua modularità interna, alle tecnologie imbarcate ed alla motorizzazione ibrida termica/elettrica".

Perchè il nome "Tubik"?

"Abbiamo fatto un cocktail tra « Tub » (Tranction Utilitaire Baisse, cioé il nome del suo famoso predecessore) e  « cubique », in omaggio al suo volume un po’ cubico, aggiungendo uno spruzzo di « cubo di Rubik » in onore alla poliedricità dell’interno".

Le forme esteriori della Citroën Tubik scolpiscono un design a dir poco innovativo, da Lei definito “sobrio, liscio e denso” ; perché un guscio così impenetrabile?

"Perché volevamo distinquere sia formalmente che cromaticamente la cellula centrale dalle due estremità della vettura, che ospitano le due motorizzazioni, quella termica e quella elettrica. La prima l’abbiamo voluta  metallica, protettiva e non penetrabile dagli sguardi esterni in modo da offrire agli occupanti sia protezione dalle avversità del mondo esterno che un’intimità ed un effetto « cocoon ». Perché Tubik va vissuta anche da fermi, magari parcheggiati in un’area autostradale per una sosta ristoratrice".

Quante probabilità ci sono di vedere tra qualche anno la Tubik sul mercato? Possiamo considerarlo qualcosa in più di una “show car”?

"Tubik è una pura « Concept Car » che, come dicevamo prima, propone una serie di riflessioni sul piano estetico, tecnologico e di prodotto.  In una Concept Car  nulla va perso. Serve ad apririci nuovi orizzonti formali o ci aiuta a risolvere l’integrazione di talune tecnologie o ancora a sperimentare nuove morfologie. Molte delle cose che Tubik comunica le ritroveremo in futuro, ma per Tubik non è previsto al momento il passaggio in produzione".

Parlando di design dell'auto viene subito in mente la parte esteriore di una vettura; della Tubik colpisce molto anche l'abitacolo. Può essere considerato un punto di partenza per il futuro dell'interior design di Citroën?

"Anche il design degli interni Citroen e' in leggera evoluzione. Vi troveremo  in futuro una delicata fusione tra forme fluide e forme piu' geometriche. In Tubik questa separazione e' volutamente piu' netta, per dare  piu' enfasi  ai differenti elementi. Gli schienali, gli interni porta, il padiglione sono trattati con un linguaggio molto fluido mentre le sedute ed il posto di guida presentano trattamenti piu' geometrici. Nella scelta dei materiali dell'interno ci siamo orientati verso il mondo dell'interior design, con materiali che si ritrovano sui nostri divani o nei nostri salotti, come il feltro o la seta. Questo per rafforzare la connessione tra la vita all’interno di Tubik e quella di tutti i giorni a casa nostra".

A noi ha colpito molto il modulo Cyclotron, come è nata questa idea? Potrebbe essere ripreso anche per altri progetti futuri Citroën?

"Nella stessa identica forma direi di no. L’idea del « Cyclotron » è nata dal desiderio di trasformare il guidatore nel capitano di una navetta spaziale, creando  un modulo circolare strettamente imparentato con  una stazione videogiochi, nel quale abbiamo integrato tutta una serie di tecnologie all’avanguardia come il visore testa alta verticale, schermi LCD, un’interfaccia tattile a riconoscimento di impronta digitale e cosi’ via".

Lo "stile tubik" potrebbe essere adottato anche da altre future auto disegnate dal centro stile Citroën?

"Come dicevo prima, lo stile sobrio, essenziale e « denso » di Tubik  caratterizzerà la Gamma delle future Citroen, con naturalmente   variazioni proprie ad ogni segmento".

Quale sarà il prossimo passo? Dopo il Tubik cosa ci si deve aspettare?

"La missione di Citroen sarà sempre quella di farsi trovare là  dove nessuno l’aspetta. L’unica cosa che non cambierà mai sarà l’audacia e la creatività che ogni vettura del nostro Marchio esprimerà. Appuntamento quindi al Salone di Parigi dell’anno prossimo".

Come nasce una nuova Citroën: intervista a Carlo Bonzanigo, in esclusiva per Panoramauto.it

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