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  • pubblicato il 23-07-2015

Car2Go: stop alle periferie di Roma. Ecco perché

di Alessandro Alicandri

Il servizio di car sharing non raggiungerà le zone ai bordi di Roma. Ma è a chi vive in periferia che serve di più

Car2Go a Roma conta circa 600 auto: è questo il limite legale per il numero di veicoli presenti in città secondo il bando. Il car sharing da oggi abbandona la periferia della capitale, lasciando senza auto a noleggio gli iscritti che abitano, lavorano o raggiungevano occasionalmente quelle zone con il servizio Car2Go.

Da via Cortina D’Ampezzo al Tuscolano, da Primavalle a Roma 70, fino al tratto nord di viale Jonio, niente più auto Car2Go.

Nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo, sono attive 500 Smart, di cui (le abbiamo contate con un po' di pazienza), oltre 50 sono al bordo massimo della periferia della città. Le auto, non ci voleva questo conteggio per verificarlo, ma è confermato da questo dato, vanno spesso verso la periferia, soprattutto nelle ore in cui diminuisce la copertura dei mezzi pubblici.

Le motivazioni, secondo le dichiarazioni di Car2Go Italia, sono legate al miglioramento del servizio. Le aree escluse sono quelle a minor richiesta, così da aumentare la disponibilità nelle zone dove le auto vengono usate di più, ovvero in centro. Sempre secondo l'azienda fornitrice del servizio, le auto lasciate in piena periferia non venivano più riportate in centro per giorni.

L'altro motivo, che potrebbe essere ancora più "pesante" rispetto a quello appena raccontato è che "nelle zone in cui non è più attivo il servizio c'erano stati molti atti di vandalismo nei confronti delle auto". Quindi si uniscono due motivi forti: le auto venivano portate dal centro alle periferie, nelle periferie non venivano più riportate in centro in tempi brevi e nei periodi di lunga permanenza delle auto nelle periferie venivano rovinate e rese in alcuni casi inutilizzabili.

Il punto è che le persone che vivono in periferia hanno non solo a Roma, ma dovunque, maggiori difficoltà a raggiungere le zone periferiche. In caso di necessità, un utente può pensare di fare affidamento a un taxi, ma non potrebbe mai spendere tanti soldi per raggiungere un posto lontano con le tariffazioni delle auto bianche tradizionali. Per questo Car2Go, per molti residenti in periferia, rappresentava una grande opportunità.

Premesso che Car2Go è un servizio privato percepito erroneamente come servizio pubblico e quindi bisogna imparare a capire che dietro alcune di queste scelte di "ottimizzazione" ci sono anche dei ragionamenti di tipo economico, proviamo a sintetizzare il sentimento popolare che stiamo leggendo in queste ore nei social network in reazione alla notizia.

Che lo sharing di auto (ma anche di bici e come sta avvenndo di recente, di moto) debba pagare il pegno di essere oggetto di atti incivili non è una novità, ma la notizia più grave è che un servizio di così grande utilità se levato accentua il divario tra centro e periferie. Il senso di "abbandono" molto sentito nelle zone limitrofe della città (ricordiamo che la superficie della Capitale è di 1263,36 km quadri) oggi diventa ancora più concreto e grave, per alcuni versi.

Per sopperire a questa mancanza, l'Agenzia per la mobilità di Roma vorrebbe creare nuove 36 postazioni nei 22 municipi non ancora serviti con il più tradizionale servizio di car sharing comunale a postazione fissa. 104 nuove auto elettriche dovrebbero arrivare in circolazione ento il prossimo anno e mezzo. Ma con un servizio che per caratteristiche proprie, è senza dubbio più complesso per l'utente.

Arriveranno all'obiettivo finale di avere 2.500 auto elettriche totali sul territorio di cui 500 entro la fine dell'anno? Il punto è che le aziende di nuova generazione tendono a dare molta fiducia all'utente, cercando di diffondere l'idea che il rispetto, la civiltà e l'altruismo fa bene a se stessi e agli altri.

Altrimenti rimaniamo fermi, come al solito, come un'auto senza ruote.

Car2Go: stop alle periferie di Roma. Ecco perché

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