• pubblicato il 24-09-2013

Chrysler: iniziate le operazioni di ingresso in borsa

Il marchio statunitense ha dato il via, questa settimana, al processo di sbarco a Wall Street. Ma si parla di tattica di negoziazione per l'acquisto da parte di Fiat.

Il costruttore di auto statunitense Chrysler, filiale del Gruppo Fiat, ha iniziato questa settimana le operazioni per ritornare in borsa (da dove è assente dal 1998). Primo passo è stato presentare i documenti alle autorità della borsa statunitense (SEC).

Il numero di azioni che saranno messe a disposizione degli investitori e il loro prezzo ancora non sono stati determinati. Nei documenti presentati, Chrysler fa soltanto riferimento ad un ammontare massimo dell'operazione pari a 100 milioni di dollari.

Neanche la data dell'operazione di ingresso a Wall Street ancora è stata stabilita, il presidente di Fiat, Sergio Marchionne, aveva stimato, qualche giorno fa, l'entrata in borsa di Chrysler entro la fine dell'anno, o più probabilmente ad inizio 2014.

I titoli in borsa saranno venduti dal fondo pensionistico Veba del sindacato UAW, che detiene il 41,5% del capitale Chrysler non controllato da Fiat. Ad ogni modo nel comunicato è stato precisato che l'operazione ancora non può essere data per certa.

Tattica di negoziazione?

L'inizio del processo di ingresso in borsa, infatti, “potrebbe servire soltanto come tattica di negoziazione”, ha ipotizzato Alec Gutierrez, un analista di Kelley Blue Book, agenzia specializzata su informazioni del mercato auto e sui prezzi dei veicoli d'occasione.

Veba, da parte sua, non ha intenzione di conservare la sua posizione a lungo termine all'interno di Chrysler, e Fiat sembrerebbe interessata all'acquisto. Ma entrambe le parti non hanno ancora raggiunto un accordo: secondo cifre recentemente citate dal Financial Times, Fiat avrebbe valutato la totalità di Chrysler per 4,2 mld di dollari, Veba per 10,3 mld.

L'entrata in borsa di Chrysler non sarebbe la soluzione preferita da Fiat però, in mancanza di un accordo con Veba questa operazione permetterebbe di fissare un valore per Chrysler e quindi per un ipotetico acquisto. L'operazione, inoltre, faciliterebbe la crescita del capitale Veba e la fusione del costruttore statunitense con la parte italiana.

Chrysler, la storia finanziaria in breve

Chrysler, fondata nel 1925, è uno dei tre maggiori costruttori di Detroit, i “Big Three” insieme a Ford e General Motors.

La Casa entrò in borsa in concomitanza con la sua fusione con Daimler nel 1998, quando nacque il Gruppo Daimler Chrysler. Ma il matrimonio durò appena nove mesi e Chrysler passò sotto il controllo del fondo di investimento Cerberus nel 2006 e, poi, sotto Fiat nel 2009 ad inizio crisi finanziaria.

Sotto la gestione di Sergio Marchionne, Chrysler ha visto rinnovare molti dei veicoli in gamma commercializzati sotto il suo nome e sotto i brand Dodge, Jeep e Ram.

Nei primi mesi dell'anno (2013) Chrysler ha fatto registrare un volume di affari pari a 33.,4 mld di dollari con un beneficio netto di 764 milioni di dollari e, fino a Giugno scorso, impiegava circa 70.400 lavoratori.

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