Detroit
  • pubblicato il 19-07-2013

Detroit dichiara bancarotta.

di Junio Gulinelli

La capitale dell'auto non ce l'ha fatta. Ieri il governatore Rick Snyder si è appellato all'articolo 9 della legge fallimentare americana.

Con debiti accumulati per un valore compreso tra 17 e 20 miliardi di dollari, con una popolazione in calo (ha perso circa 250.000 abitanti in dieci anni) e con gli effetti collaterali della crisi del 2008 e le cadute e consecutive riprese di Chrysler e GM, licenziamenti e fabbriche chiuse, alla città di Detroit, nel passato punta di diamante geografica del settore automobilistico degli Stati Uniti, non è rimasto altro che dichiararsi, ieri, in bancarotta.

La capitale mondiale dell'auto è fallita. Nonostante proprio il settore automobilistico americano sia tra quelli che meglio è riuscito a rialzarsi dalla terribile crisi economica.

Per il momento la richiesta di protezione dai creditori è stata depositata di fronte ad un tribunale incaricato di valutarla, e che dovrà dare il suo visto. E con questo livello di debiti accumulati e senza nessuna maniera per affrontare i pagamenti, sembra proprio che riceverà il visto buono da parte del tribunale.

Il governatore dello stato, il repubblicano Rick Snyder ha assicurato che gli impiegati pubblici continueranno ad incassare i loro stipendi e che i servizi pubblici saranno comunque garantiti.

Nonostante questo tentativo di rassicurare l'opinione pubblica, resta il fatto che, a fronte di una dichiarazione di bancarotta per una città di tali dimensioni (mai avvenuta nella storia degli Stati Uniti), resta altissimo il rischio di licenziamento di dipendenti pubblici e di riduzione delle pensioni municipali.

La dichiarazione di bancarotta, e l'appello all'articolo 9 della legge fallimentare americana è stata fatta, fondamentalmente, per cercare di riempire parte dei buchi finanziari creati nell'amministrazione, attraverso la liquidazione di beni appartenenti alla città.

Una città sull'orlo dell'abbisso

Il quadro della città di Detroit per il momento è abbastanza inquietante: il livello di disoccupazione è altissimo, è salito vertiginosamente anche il numero di reati e omicidi, l'illuminazione, di notte, non riesce a coprire tutti i quartieri... Detroit, che negli Anni '60 arrivò a contare 1,8 milioni di abitanti, ora è rimasta con 700.000 cittadini.

Ad ogni modo le maggiori compagnie del settore automobilistico hanno assicurato che la bancarotta della città non influirà direttamente con i loro affari. La squadra di governo incaricata di affrontare la crisi di Detroit aveva pensato di “abbonare” il 90% del debito con i creditori i quali però non hanno accettato la proposta ed è arrivata, così, ieri, la dichiarazione di bancarotta.

Più che un colpo economico, il fallimento di Detroit rappresenta una doccia fredda emotiva sugli Stati Uniti, un colpo forte all'immagine di un paese che fatica a rialzarsi da una delle crisi più violente della sua storia.

Detroit dichiara bancarotta.

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