• pubblicato il 19-10-2016

DriveNow: a Milano la guerra del car-sharing continua con BMW e Mini

Terzo big player nel mondo del car-sharing, sceglie Milano per il suo esordio italiano. La flotta? Serie 1, Serie 2 e tante Mini...

"Milano sarà sempre vicina a chi vorrà portare innovazione, a chi vuole migliorare la qualità di vita dei cittadini".

È con queste parole che il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha accolto in conferenza stampa l'esordio di DriveNow, nuovo servizio di carsharing proposto nel capoluogo meneghino questa volta da BMW.

Il brand tedesco è il terzo grande player automotive - dopo l'esordio di Mercedes con le Smart di Car2Go e Fiat con le 500 di Enjoy - a cavalcare l'onda dei servizi di condivisione auto in città, e lo fa con una formula che privilegia la comodità e l'esclusività rispetto alle concorrenti, per mezzo di una flotta ricca di modelli di pregio come BMW Serie 1 e Serie 2 (in versione cabrio), BMW Serie 2 Active Tourer e Mini.

Saranno 480 le auto disponibili per chi sceglierà il servizio: 100 BMW Serie 1, 110 Serie 2 Active Tourer, 20 BMW Serie 2 Cabrio, 120 Mini Cooper a 5 porte, 50 in versione cabrio e 80 Clubman. Insomma: ce n'è per tutti i gusti e le necessità, ma soprattutto c'è di che distinguersi.

Le tariffe di DriveNow saranno più alte rispetto alla concorrenza - dai 31 ai 34 centesimi al minuto della ActiveTourer - ma si avranno in mano veicoli più versatili e comodi per viaggiare in più di 2. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, dopotutto, e un costo al minuto di 2 centesimi più care di quanto fossero le Smart Fortwo di Car2Go al suo esordio dà in cambio una 5 posti vera e un bagagliaio degno di questo nome. Al cittadino la scelta.

Dal punto di vista BMW Italia, ovviamente, questo è anche un segno di modernità, visto che - come ha sottolineato l'AD Sergio Solero - "il carsharing è una delle costole della mobilità del futuro". E la sharing economy sarà une delle fondamenta su cui il business dell'azienda tedesca costruirà il suo futuro, in un contesto come quello della mobilità che sta cambiando molto velocemente: "C'è chi dice - ha detto Solero - che nei prossimi dieci anni vedremo un cambiamento molto più importante di quello che abbiamo visto negli scorsi 100".

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