• pubblicato il 25-11-2013

Fisker Automotive: dichiarata la bancarotta

di Junio Gulinelli

Il marchio californiano acquisito dall'investitore di Hong Kong Hybrid Tech Holdings LLC per 25 mln di dollari. Bruciati 143 mln di dollari del Dipartimento di Energia degli Stati Uniti.

Il sogno Fisker è arrivato al capolinea, fine.

Almeno questa è la tappa attuale del costruttore californiano che ha dichiarato la bancarotta. L'esclusivo marchio statunitense ha compiuto 18 mesi senza fabbricare alcun veicolo, oltre ad aver bruciato i fondi del Dipartimento di Energia degli Stati Uniti, investiti per coprire il debito accumulato di 169 milioni di dollari.

Ciò che resta di Fisker Automotive – valutato per 25 milioni di dollari – è stato acquisito dal Gruppo di investimento di Hong Kong, Hybrid Tech Holdings LLC. La perdita dei contribuenti nordamericani ammonta, quindi, a circa 143 milioni di dollari.

Il nuovo investitore asiatico ha emesso un comunicato nel quale dice che saranno valutate le opportunità per Fisker e sembra che, ad ogni modo, non sia stata scartata definitivamente l'idea di continuare con la produzione della Fisker Karma, o di rilanciare il marchio con nuovi modelli.

Dopo aver valutato e preso in considerazione tutte le alternative, riteniamo che la vendita a Hybrid Tech Holdings LLC è l’alternativa migliore per massimizzare il valore di Fisker Automotive per il beneficio di tutti i portatori d’interessi”, questo è quanto dochiarato da Marc Beilinson, “Chief Restructuring Officer” di Fisker Automotive.

La breve e sfortunata storia di Fisker Automotive

Fisker Automotive fu fondata nell'agosto del 2007 con l'obiettivo di produrre 15.000 vetture l'anno presso gli stabilimenti di Valmet Automotive, in Finlandia, gli stessi dove vengono prodotte la Porsche Cayman e la Boxster.

Dalla matita del creatore della firma, Henrik Fisker, nacquero le linee della BMW Z8 e dell'Aston Martin DB9.

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