• pubblicato il 30-06-2015

Jeep Cherokee 2.2 Mjt: un nuovo motore per la SUV statunitense

Due le potenze disponibili: 185 e 200 CV

In un mondo dell’auto dominato sempre dalla connettività e da sistemi pensanti che individuano rischi e pericoli e intervengono al posto nostro, la presentazione di un nuovo motore è ancora una notizia?

Risposta affermativa, a partire dal fatto che l’auto è e resterà un oggetto che serve a viaggiare, a spostarsi e, per di più, cercando di inquinare sempre meno.

Da questo mese debuttano sulla Jeep Cherokee (marchio che fa capo, lo ricordiamo, a FCA, Fiat-Chrysler) due nuovi propulsori turbodiesel, di 2.200 cc e con la potenza di 200 e 185 CV, entrambi abbinati al nuovo cambio automatico a nove rapporti.

Ovviamente rispettando le nuove normative antiinquinamento Euro 6. Ci concentriamo sul 200 CV, a nostro parere il più indicato per una vettura come la Cherokee che di potenza ha sempre bisogno.

Jeep Cherokee 2.2 Mjt: cosa c’è di nuovo

Secondo Paolo Pallotti, direttore tecnico di FCA EMEA, il nuovo propulsore è ispirato a una nuova concezione ingegneristica, lo Smart Design, un approccio tecnico nel quale vincono le soluzioni più efficaci e non quelle più complesse. Partiamo però dai dati dichiarati per vedere poi come ci si è arrivati. Il 2.2 eroga 200 CV a 3.500 giri, con una coppia di 440 Nm a partire dai 2.500 giri; la pressione di iniezione è di 2.000 bar (quella precedente sul 185 CV di 1.700). Il consumo medio è di 5,7 litri di gasolio per 100 km, lo zero-cento si raggiunge in 8,5 secondi e le emissioni di CO2 sono di 150 g/km. Ottimi valori tenuto conto anche delle dimensioni della Cherokee e del peso della vettura che supera i 1.900 kg.

L’obiettivo dei tecnici al lavoro sulla Jeep Cherokee 2.2 Mjt era di aumentare potenza ed elasticità, riducendo consumi, vibrazioni e rumore, in modo da garantire non soltanto prestazioni incrementate ma anche un comfort di viaggio maggiore.

Dicevamo dello Smart Design. Nella pratica questo ha voluto dire progettare un nuovo turbo a geometria variabile (che vuol dire una risposta più pronta a bassi regimi e una ripresa più marcata), utilizzare bielle e pistoni alleggeriti, dotare il motore di contralberi di equilibratura (smorzano le vibrazioni), potenziare l’alternatore e ottimizzare la pompa dell’olio (miglior lubrificazione degli organi interni).

Questo lavoro, insieme all’aumento di 200 cc di cilindrata del motore della Jeep Cherokee 2.2 Mjt, ha permesso ai tecnici, rispetto al precedente 2.0, di ottenere un 17% in più di potenza ma soprattutto un incremento del 25% dei valori di coppia, fondamentale nelle riprese e nei percorsi fuoristradistici.

Parlando di una Jeep, non possiamo non ricordare che siete a bordo di una vettura nata anche per mettere le ruote fuori dall’asfalto, a quattro ruote motrici. Così a bordo trovate un selettore, il Select Terrain che offre cinque diversi sistemi di trazione: Auto (per strade normali), Snow (neve e ghiaccio), Sport (per avere una risposta più pronta), Sand-Mud (sabbia e fango) e Rock (situazioni più impervie con rocce e sassi).

In più con la Jeep Cherokee 2.2 Mjt potete, in caso di salite toste e terreni drammatici, inserire la 4WD Low, e cioè una rapportatura più corta delle marce, in modo da poter sfruttare tutta la coppia subito.

Jeep Cherokee 2.2 MJT: impressioni di guida

Per testare il nuovo motore abbiamo potuto fare un tragitto, non lungo per la verità, in Valle d’Aosta, dal Forte di Bard fino a Cervinia: un percorso che però ha avuto il pregio di unire l’autostrada, una strada provinciale bella e ricca di curve e una strada bianca, quest’ultima giusto per provare la risposta delle sospensioni più che le capacità fuoristradistiche.

La prima cosa che si nota sulla Jeep Cherokee 2.2 Mjt è il progresso in termini di silenziosità: sensazioni certo, però quando ti accorgi di parlare piano in viaggio a 130 km/h, vuol dire che l’insonorizzazione è ottima e il sound del motore non penetra nell’abitacolo.

In salita abbiamo apprezzato e per davvero la forte coppia: la Cherokee digerisce i tornanti con gran facilità, ben coadiuvata dalla nuova trasmissione a nove rapporti.

Purtroppo sulla Cherokee 2.2 Mjt non ci sono i paddle al volante e in qualche situazione li avremmo desiderati per buttar dentro un rapporto più corto di quello scelto dalla Jeep. È vero che si può lavorare con la leva del cambio, ma ormai ci siamo abituati diversamente e viene meno naturale. E poi questa è un’auto dove prevale la scelta del comfort, anche perché la massa in curva si fa sentire e non è il caso, se viaggiate con la famiglia, di pensare di star guidando una sportiva.

Il breve tratto sterrato ci ha infine fatto apprezzare l’ottimo assorbimento degli ammortizzatori, le ruote non rimbalzano sui fondi accidentati e si ha sempre una buona sensazione di poter padroneggiare la vettura e di venir fuori da qualunque situazione.

Jeep Cherokee 2.2 Mjt: conclusioni

La nuova Jeep Cherokee si rivolge agli appassionati del marchio (che sono tanti, basta vedere l’affollamento ai raduni del Registro Jeep) ai quali offre un mezzo meno spartano che in passato senza tradire quello spirito un po’ avventuroso che Jeep ha sempre incarnato. E poi alla clientela che viene da berline di prestigio e che cerca un mezzo polivalente senza rinunciare al comfort.

Il motore da 200 CV è disponibile sulle varianti Limited e Limited+, con prezzi da 50.500 e 54.000 euro. Sulla Cherokee Longitude, per chi vuol risparmiare, c’è invece il motore da 185 CV a 45.900 euro, ma cambia anche la dotazione, meno ricca. Cifre in assoluto importanti, ma adeguate alla categoria e alla classe del marchio Jeep.

Jeep Cherokee 2.2 Mjt: un nuovo motore per la SUV statunitense

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