• pubblicato il 03-01-2013

Mercato auto 2012, si torna ai livelli del 1979

di Francesco Irace

Flessione del 19,9% rispetto al 2011. Fiat fa registrare un -19,4%, ma aumenta la sua quota di mercato e vola nelle vendite in Brasile

Si è appena chiuso un 2012 drammatico per il mercato delle auto.

Secondo quanto emerge dai dati diffusi del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, sono infatti state immatricolate complessivamente 1.402.089 vetture, con una flessione del 19,9% rispetto al 2011.

Si tratta di un dato molto negativo, che ci riporta ai livelli del lontano 1979. Dicembre ha confermato una riduzione del 22,5%.

Fiat: male in Italia, bene in Brasile

Guardando in Casa Italia, il Gruppo Fiat a dicembre ha fatto registrare un calo del 20,2%, con 25.385 vetture immatricolate. La percentuale scende al 19,4% se si guarda invece l'andamento dell'intero 2012, durante il quale il Lingotto ha immatricolato 100.000 auto in meno rispetto allo scorso anno. Ma non è tutto nero, fortunatamente.

La quota di mercato del marchio italiano è salita da 29,43% (2011) a 29,59%. La Panda è stata la vettura più venduta in Italia nel 2012 con quasi 118.000 immatricolazioni e il 44% di quota nel segmento A. Segue a ruota la Punto – anch'essa auto più venduta nella sua categoria – con una quota del 18,7% nel segmento B. Bene anche la 500, che sale al 16% nel segmento A.

I risultati più confortanti pero' arrivano dal Brasile: 838.000 veicoli immatricolati nel 2012, 759.000 prodotti. Si tratta dunque di un risultato senza precedenti: +11% rispetto al 2011.

I motivi della crisi secondo il Presidente dell'UNRAE, Bousquet

“La crisi che sta attraversando il settore – spiega il Presidente dell'UNRAE, Jacques Bousquet – coniuga al suo interno sia aspetti congiunturali sia strutturali. Il generalizzato aumento della pressione fiscale e dei costi di gestione, in particolare, ha determinato – oltre al depauperamento delle risorse economiche degli automobilisti - una modifica nelle abitudini di consumo della mobilità.

Gli italiani si sono trovati davanti alla necessità di ridurre l'uso dell'automobile, con conseguente calo delle percorrenze medie e dei consumi di carburante (in media oltre il 10% in meno per benzina e gasolio), pur continuando a sostenere spese più elevate proprio per il carburante, per l'assicurazione, il bollo, ecc.”.

Nell'intero anno lo stato ha perso 2,3 miliardi di euro di IVA, a cui si aggiungono circa 95 milioni di euro di minor incasso IPT, rispetto ai volumi dello scorso anno. Ma la crisi del mercato delle auto è solo una conseguenza della crisi economica generale che colpisce i paesi europei (chi più e chi meno). Secondo le analisi della strutture del mercato, infatti, gli acquisti degli italiani si sono ridotti nel 2012 del 22,9%.

Male anche l'usato e il noleggio

Spesso quando i dati delle immatricolazioni sono negativi si cerca conforto in quelli relativi all'usato. Ma anche in questo caso la situazione non è affatto buona. Nel 2012 i trasferimenti di proprietà sono calati del 9,8%.

In particolare solo il mese di dicembre ha contribuito alla flessione con un -16,1%. Negativa anche la situazione relativa alle società (-17,2% e 259.265 unità) e al noleggio, seppur in modo più contenuto (-9,9% con 251.622 immatricolazioni).

Cresce la preferenza per GPL e metano

Per quanto riguarda le alimentazioni il diesel perde due punti di quota, fermandosi nell’intero anno al 53,4% e la benzina quasi 6 con una rappresentatività del 33,2%.

Il tutto a vantaggio delle motorizzazioni a basso impatto ambientale, ormai nella lista delle preferenze di molti italiani, a causa dell’alto costo dei carburanti tradizionali, che raggiungono il 9,2% di quota per quanto riguarda il Gpl (+128,5%) e il 3,8% per il metano (+40%).

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