• pubblicato il 03-04-2012

Mese terribile quello di marzo per il mercato italiano che crolla a -26,7%

-26,7% di vendite rispetto al 2011, si trona ai livelli del 1980 con solo 138.137 immatricolazioni

Crisi generale, prezzi dei carburanti alle stelle, assicurazioni sempre più care, mancanza di crediti alle imprese e, non ultimo, lo sciopero delle Bisarche (che avrebbe annullato circa 8mila immatricolazioni nell'ultimo mese). Sono tutte queste, messe insieme, le cause che hanno portato il mercato auto italiano al crollo annunciato: nel mese di marzo si è tornati indietro di 32 anni, ai livelli del 1980. Nel nostro paese perdono tutti i principali marchi.

Il Lingotto perde punti sulla quota di mercato

138.137 sono state le immatricolazioni del terzo mese del 2012, rispetto al 2001 circa 50.000 unità vendute in meno. Da inizio 2012, in confronto con il primo trimestre del 2011, c'è stato un calo del 21% con 406.907 immatricolazioni. Male, anzi malissimo, l'azienda di Casa, la Fiat, che non ha saputo dare una risposta forte al momento “nero” , rispetto allo scorso anno ha perso, infatti, una grossa quota di mercato passando dal 29,61% al 26,01%.

Il Gruppo Fiat

Sono state solo 35.942 le vetture  del lingotto vendute (-35,6%.) Tra i marchi del gruppo Fiat quello che ha perso di più è stato il Biscione, Alfa Romeo ha venduto 3.889 vetture contro le 7.148 del marzo dello scorso anno perdendo così il 45,59%, Lancia perde il 29,53% con 6.490 vendite contro le 9.210 del marzo 2001, Fiat scende a quota 24.900 immatricolazioni dalle 38.953 dell'anno passato perdendo il 36,08%.

Previsioni non rosee

Sedondo Jacques Bousquet, presidente dell'UNRAE, l'unione dei costruttori stranieri: “è stato bruciato il periodo più importante dell’anno in termini di stagionalità favorevole, con un peso del 30% sul totale dell’anno”.  Questo significherebbe, in termini di perdite, la chiusura di 350 concessionari e la perdita del posto di lavoro per 10.000 addetti.

Non sono delle più rosse neanche le proiezioni per il 2012, per il quale, fino allo scorso mese, si dava quota 1,5 milioni di vetture vendute, cifra poi ritoccata questo mese al ribasso a 1 milione e 370 mila.

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