Moray Callum
  • pubblicato il 27-10-2014

Intervista a Moray Callum, vicepresidente e responsabile del design di Ford

di Redazione

Lui è il nuovo responsabile del design dell'Ovale Blu... e il suo vicepresidente. Segno che nella nuova Ford il design conta. L'abbiamo intervistato...

Dal primo gennaio di quest’anno Moray Callum, scozzese, classe 1958, è il nuovo responsabile del design Ford e occupa anche, nuovamente nella storia della Casa americana, il ruolo di
vicepresidente.

Un doppio incarico, per sottolineare il rilievo che la ricerca delle forme ha nei programmi di espansione del brand. Abbiamo incontrato Callum e gli abbiamo fatto qualche domanda.

Moray Callum: l'intervista

Ford è un marchio globale con la necessità di far riconoscere immediatamente le sue vetture. Tra la nuova Mustang e le Mondeo e le S-Max dove si percepisce il feeling Ford?

Buona domanda (ride)! Certo sono auto diversissime, ma credo che chiunque, guardando i musi e i volumi, senta che fanno parte della stessa famiglia.

C’è una linea che le unisce e le rende riconoscibili. Sono parti diverse di uno stesso animale! Per la Mustang l’obiettivo è che fosse riconoscibile la sua classicità e al tempo stesso che fosse il frutto di questo secolo, niente di retrò, tranne il cavallo sulla griglia anteriore.

Che non sarà mai rimpiazzato dall’ovale blu!

Ma qual è il primo elemento col quale cercate di colpire il cuore dell’automobilista?

Bisogna fargli esclamare “hey, look that car!”. E con elementi diversi per ogni auto: il muso imponente della Mustang, il frontale e linea della fiancata per la Mondeo.

E poi un mix di dettagli, di particolari, il cui insieme faccia esclamare subito “è una Ford”!

Passiamo agli interni. Qui i designer si sbizzarriscono, anche prendendo a prestito forme e oggetti tipici del mondo dei computer e della telefonia. Una moltiplicazione di comandi e funzioni a volte eccessiva e distraente.

Vero, bisogna fare molta attenzione, tenere presente la facilità d’uso.

Non si possono fare manuali di centinaia di pagine per insegnare a usare i comandi.

Bisogna bilanciare bene l’utilizzo delle nuove tecnologie, capire i limiti. Perché se la vettura assomiglia sempre più a un computer su ruote, l’ambiente di guida deve essere amichevole e semplice. Bilanciare emozione e razionalità.

Quali sono le sue auto preferite?

La Jaguar E-Type, la Citroen DS e la prima Mini, un perfetto mix di linee e tecnica.

Infine, il futuro? Che cosa ci attende?

La prima sfida è quella dell’aerodinamica.

Le nuove auto saranno sempre più disegnate per abbassare i coefficienti di atrito, uno dei modi per contenere i consumi di carburante.

Il lavoro complesso è di tenere insieme linee filanti e abbassate con la giusta abitabilità e la bellezza del design. La seconda è di offrire tutte le funzionalità che il consumatore si attende in un package attraente, capace di costruire una connessione emozionale.

Disegnare un’auto è qualcosa di più di dare un bel look a un oggetto. E poi ricordarsi sempre che non si progetta per se stessi, ma per qualcun altro!

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