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  • pubblicato il 14-01-2016

Inchiesta Renault: la Casa francese smentisce un nuovo Dieselgate

Il polverone alzato dai media fa crollare il titolo Renault che perde il 20% alla borsa di Parigi

Renault è sotto I riflettori. La stampa internazionale ha riportato oggi la notizia di perquisizioni della polizia francese presso il sito di Kardy della Casa transalpina che, stando a quanto riportato da un volantino sindacale della Cgt, sarebbero avvenute il 7 gennaio scorso.

Oltre a segnalare il sequestro di numerosi pc presso lo stabilimento a Sud di Parigi, il sindacato ha anche avanzato la tesi che tali indagini implicherebbero un coinvolgimento della Losanga nel Dieselgate che ha travolto il Gruppo Volkswagen. Ad essere stato coinvolto nelle perquisizioni della scorsa settimana sarebbe infatti il dipartimento “omologazione e messa a punto dei controlli sui motori'.

Oltre a quelli di Kardy sarebbero stati perquisiti anche gli altri impianti di Guyancourt (Yvelines), Plessis-Robinson et Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi.

Per ora, ad ogni modo, la Direction Générale de l’Energie et du Climat (DGEC – Direzione Generale dell’Energia e del Clima), interlocutore pilota della Commissione tecnica indipendente per conto del ministero francese dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia, ritiene che la procedura in corso non evidenzierebbe la presenza di un software truccato montato sui veicoli Renault.

Le conseguenze dell'ipotetico coinvolgimento di Renault nel Dieselgate non hanno comunque tardato a farsi sentire, durante la giornata di oggi il titolo francese è infatti crollato perdendo un 20% sulla Borsa di Parigi.

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